Non è certo il primo né sarà l’ultimo libro a trattare l’opera del genio polacco, ma “Roman Polanski”, a cura di Jean-Max Méjean, ha le carte in regola per finire nel novero di quelli più stimolanti e trasversali. Pubblicato da Gremese nella collana “Album”, il volume tratteggia un ritratto completo del regista di “Rosemary’s Baby” e “Il pianista” attraverso 27 saggi di altrettanti autori, non solo critici cinematografici, ma anche psicanalisti, storici, scrittori, docenti.
Dopo le necessarie parti introduttive su personalità, formazione e apprendistato, il testo prende di petto la filmografia da “Il coltello nell’acqua”, senza tralasciare il corpus dei lungometraggi, a “L’ufficiale e la spia” con il ripescaggio, notevole, di “Weekend of a Champion”, entrato nei crediti registici di Polanski soltanto di recente benché si tratti di un film del 1972 sul pilota di Formula 1 Jackie Stewart.
Se l’affezionato di Polanski, e dunque dei libri a lui dedicati, può ritrovarsi in sentieri già battuti in alcuni dei saggi dedicati ai singoli film, specialmente quelli più storicizzati e dunque studiati, i contributi più tematici inclusi nel volume danno una sferzata non da poco che supera per distacco molta della trattatistica dedicata al genio polacco: è il caso di “Un giovane talento colto in flagrante”, “Roman Polanski e la pittura”, “Roman, il reietto”, ancora “L’anglomania di Roman Polanski” e “Polanski e l’arte dell’adattamento”.
Altamente consigliato sia per la levatura dei singoli contributi che per il ritratto d’artista che riesce a consegnare al lettore, il volume Gremese ha quella profondità di analisi che spesso manca nelle (troppe) pubblicazioni di critica cinematografica attuali.
I saggi sono di Albert Bensoussan, Michel Ciment, Dominique Delouche, Rwita Dutta, Damien Guyonnet, France Jaigu, Alain Jomy, Justin Kwedi, Patrice Lajus, Sébastien Lecordier, Dominique Legrand, Alexis Leroy, Bernard Lonjon, Jean-Jacques Manzanera, Caroline Masoch, Jean-Max Méjean, Géraldine Pioud, Jean-François Pioud-Bert, René Prédal, Olivier Rachet, Jean-Michel Ropars, Sidy Sakho, Pierre-Alexandre Schwab, Dominique Sels, Murielle Solé, Zoé Valdés, Alexandre Vuillaume-Tylski. Completano il testo oltre 80 foto in bianco e nero e 290 a colori tratte direttamente dai fotogrammi dei film.