American Bobtail, American Curl, American Shorthair, Wirehair, Bombay e Maine Coon: protagonisti indiscussi di “S.O.S. Gatto” sono proprio loro, i gatti, in particolare, Calico, Bubba e tutti quelli che si aggirano nelle strade del quartiere di Brooklyn, salvati da Sassee, Claire, Tara e Stu, le dolci “gattare” di Coney Island.

Diretto da Rob Fruchtman e Steve Lawrence e presentato in occasione della Festa mondiale del gatto, lo scorso 17 febbraio, “S.O.S. Gatto” è un documentario di denuncia e di sensibilizzazione che, con eccessiva lentezza – l’unica nota stonata della pellicola da segnalare (con un cortometraggio la rappresentazione di questa tematica sarebbe stata sicuramente più accattivante e meno noiosa, come lo è in alcune sequenze) – e con stile fiabesco mostra i problemi che ruotano intorno ai gatti e ai tentativi delle “gattare” di salvare le loro vite dal randagismo e dall’abbandono. Infatti, secondo i dati snocciolati durante le sequenze, il numero dei gatti randagi è pari a quello dei felini domestici impegnando quotidianamente centinaia di attivisti volontari nell’opera biblica di salvataggio delle loro vite.

Oltre ai gatti, infatti, i registi, che hanno distribuito il documentario con il patrocinio di ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, svelano anche le molte attività delle “gattare” per restituire dignità ai felini di strada e le loro testimonianze sono uno spaccato, a tratti affascinante, a tratti desolante, della vita sociale in una grande metropoli, come quella di Tara, riuscita a salvarsi dalla depressione e dalla tossicodipendenza proprio grazie all’adozione di un gatto.

Infine, da segnalare che il ricavato degli incassi della programmazione di quaranta sale virtuali sarà devoluto alla campagna di crowdfunding CinemaMarmocchi, finalizzata all’apertura della prima sala cinematografica dedicata ai bambini del quartiere Giambellino di Milano. Disponibile dal 17 febbraio sulle principali piattaforme di TVod distribuito da Wanted Cinema. Miao!

Alessandra Alfonsi