L’angolo di Michele Anselmi

Se vi piace il cinema brillante e leggero, ma non inconsistente, di Cédric Klapisch, consiglio di recuperare su Sky un film del 2019 forse mai uscito nelle nostre sale. Occhio: il titolo in inglese scelto per l’Italia è del tutto incongruo, recita infatti “Someone Somewhere”; molto meglio l’originale francese “Deux Moi”, che significa “Due io”, ma anche “Due” e “Io” (scopriremo strada facendo perché).

Klapisch, classe 1961, è il regista di film come “L’appartamento spagnolo”, “Parigi”, “Ritorno in Borgogna”, soprattutto di “Ognuno cerca il suo gatto” che lo rivelò nel 1996. Anche qui c’è un gatto, piccolo e bianco, che passa da un appartamento all’altro, senza che i due proprietari lo sappiano.

Scritto con Santiago Amigorena, “Deux Moi” è una commedia sull’irresolutezza sentimentale e l’attesa di un incontro. I trentenni Rémy e Mélanie abitano a pochi metri di distanza in un quartiere “etnico” di Parigi: lui non dorme di notte, è stato appena licenziato dal grande magazzino, appare distratto e stressato; lei dorme troppo di notte, lavora con successo in uno studio di ricerca medica, è graziosa ma infelice.

Entrambi, per motivi diversi, hanno problemi con l’altro sesso. Così, pur sfiorandosi ogni giorno senza mai notarsi, finiscono in terapia analitica. Rémy da uno “strizzarcervelli” del servizio sanitario a un passo dalla pensione; Mélanie da una psicoanalista facile al pianto.

La domanda che si pone lo spettatore è semplice: quando si incontreranno? Ma Klapisch non la mette giù facile, sicché, tra tentativi catastrofici e lutti mai elaborati, rinvia allo spasimo il momento cruciale, affidandolo a una specie di caso (ma nel frattempo noi speriamo che i due facciano pace con sé stessi, uscendo dalla confusione emotiva e amorosa).

Naturalmente si parla di Tinder, di social per cuori solitari e di appuntamenti al buio, ma il cuore dolce/amaro della commedia risiede altrove: nel pedinamento delle due anime in pena, nell’osservazione acuta dei loro affanni. Se l’episodio onirico è una pura sciocchezza e ogni tanto i personaggi si parlano addosso, il film si fa infatti apprezzare per come tratteggia i due destini paralleli, preparando con cura l’epilogo all’insegna di un romantico sollievo.

I due, tra buffi e carini, sono incarnati da François Civil e Ana Girardot, mentre i rispettivi “psy” sono François Berléand e Camille Cottin. Inutile dire che Berléand, con quella faccia un po’ così da sessantenne spiegazzato, giganteggia su tutti.

Michele Anselmi