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Selfie di famiglia. Il metacinema femminile della Azuelos

Che a filmare la pellicola sia una regista donna lo si percepisce sin dalle prime inquadrature: dalle splendide, intime, delicate, commoventi, sequenze iniziali sulla maternità. Selfie di famiglia, diretto dalla regista Lisa Azuelos, è un film, come il precedente Lol, il tempo dell’amore, autobiografico sulla maternità: sulle donne, sulla forza delle donne single, che, da sole, si prendono cura del loro nido familiare.

E come reagisce una donna francese, emancipata, libera e determinata, sola con tre figli, abbandonata dal marito, alla partenza della figlia più piccola? Ad un nuovo, più doloroso distacco? Semplicemente filmando con un cellulare e riprendendo ogni singolo instante che precede la partenza. Héloïse, la protagonista di Selfie di famiglia, interpretata da Sandrine Kimberlain, secondo la stessa regista, “una delle attrici francesi più talentuose, capaci di fare ridere e piangere nella stessa scena”, metabolizza così la partenza per il Canada della diciottenne Jade, interpretata dalla stessa figlia della regista – un altro elemento che contribuisce a rendere ancora di più autobiografico questo racconto filmico. Da tipica cittadina francese, per lei il nuovo abbandono/la nuova separazione di un membro della famiglia, dopo quello del marito, è vissuto non come un trauma, ma come un momento da condividere, da ricordare e da filmare.

Audience Award al Biografilm Festival 2019, Selfie di famiglia è metacinema decisamente femminile, delicato, ironico e divertente, costruito su continui flashback e flashforward – oltre a quelli iniziali sono da segnalare quelli dell’aeroporto – che mostrano ritratti generazionali di donne. A quello della madre, un po’ folle e romantico, si alterna poi quello della figlia più deciso e concreto.

L’idea del film nasce dalla visione di un’altra pellicola: “La scena in cui Patricia Arquette in Boyhood – come riportato nel press-book – affronta suo figlio che fa i bagagli e parte, senza voltarsi indietro, mi ha affascinato. Mia figlia, all’epoca, studiava al liceo e già pensava di frequentare l’Università in Canada. Ho capito, con urgenza, che dovevo prepararmi a quel momento: quindi ho iniziato a filmarla con il mio telefono. Ho iniziato a filmare tutto, sempre in modo da ottenere una traccia di questa vita familiare che è al centro della mia vita da 25 anni”. Dal 19 settembre al cinema distribuito da I Wonder Pictures.

Alessandra Alfonsi

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