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“Snowpiercer”, termina la prima stagione di una corsa in treno che si annuncia complessa

Netflix ha concluso la distribuzione della prima stagione di “Snowpiercer”, serie televisiva post-apocalittica incentrata sulle vicende dell’omonimo treno che, come una moderna arca di Noè, è stato progettato dal Signor Wilford per salvare parte dell’umanità dal congelamento del pianeta. Nel suo interno regna sovrana la disuguaglianza, così il treno si trasforma in una società orizzontale. Tutto è stato organizzato per garantire la sopravvivenza: in prima classe c’è confort e agio, nelle successive i lavoratori si occupano delle mansioni necessarie, che spaziano dall’agricoltura all’istruzione, fino al divertimento. Già dall’inizio non tutto va come previsto; un gruppo di persone salite illegalmente verranno isolate nella coda del treno, verranno chiamati fondai e la loro vita sarà di stenti.
Al netto di alcune piccole rivoluzioni fallite, l’equilibrio del treno è rimasto immutato per quasi sette anni. Questo grazie a Melanie, addetta dell’ospitalità, che si rivelerà essere non solo la risolutrice delle problematiche sociali, ma anche colei che nell’ombra gestisce l’intero treno, affrontando le scelte più difficili e alimentando il mito del Signor Wilford, in cui le persone delle classi superiori credono fermamente, anche senza avere mai un contatto diretto con il personaggio. Il vero punto di rottura è causato da un omicidio: nessuno aveva previsto questa eventualità, per questo la presenza di un detective non si era mai considerata necessaria. Grazie a questi avvenimenti, il fondaio Layton, ex detective, viene costretto ad indagare, dimostrandosi in grado di capeggiare i fondai e vivendo la nuova situazione come un’occasione per scoprire altro sul treno al fine di studiare un piano per una nuova rivoluzione.
Inizialmente la serie si incentra sulla risoluzione del caso, approfondendo le dinamiche del treno e incentrandosi sulle vicende dei vari personaggi. I passeggeri della prima classe, avendo pagato per il loro posto privilegiato, pensano che tutto sia dovuto e che nessuna rivoluzione potrà mai interferire con la loro vita. Come dimostra la famiglia Folger, per cui i giochi di potere sono solo un passatempo che vorrebbero gestire senza assumersene le responsabilità né tantomeno averne la capacità. Mentre tra i Fondai si trovano i personaggi più forti, da Josie, che desidera aiutare Layton, e perfino i bambini come Miles, il quale nonostante la giovane età si dimostrerà essenziale per il buon fine della rivoluzione, che avverrà nella seconda parte del telefilm, dove anche i lavoratori, insoddisfatti della situazione, ma tutto sommato grati per la sopravvivenza, dovranno decidere da che parte stare.
I numerosi eventi ed i cambi di scena che mostrano un ambiente variegato riescono a catturare l’attenzione e a coinvolgere, anche se il finale invece di concludere tutte le questioni aperte ne porta all’attenzione delle nuove, mostrando un treno completamente diverso: la rivoluzione è riuscita, ma prima di stabilire un nuovo equilibro l’introduzione di inediti assestamenti lascia intendere eventi sconvolgenti per la prossima stagione.

Jasmine Luna Laudato

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