L’angolo di Michele Anselmi

Giocando un po’ a ricordare a fine cena, tra amici e amiche, i titoli dei fumetti erotici squisitamente anni Settanta, mi sono confuso. Sarà l’età. Ho aggiunto “Spermula” alle disinvolte eroine femminili dell’epoca, come “Jacula”, “Zora la Vampira”, “Sukia”, “Lucifera”, “Jolanka”, “Lucrezia”, “Helga”, “Hessa”, “Yra”…. In realtà “Spermula”, se volete con l’accento sull’ultima “a”, era un film del 1976, girato in Francia, scritto e diretto da Charles Matton, interpretato dalla canadese Dayle Haddon e dal tedesco Udo Kier. Fu oggetto di un certo culto tra i cinefili del ramo per via delle traversie produttive subite dalla storia in questione.
Scrive infatti l’esperto Piero Zerella su “Giornale Pop”: “Il film ha una genesi assurda. Basti pensare che ne esistono due versioni: quella originale in francese, in cui il regista ci parla di una presunta società segreta che negli anni Trenta aveva abolito l’amore a favore dell’assoluta libertà sessuale, e l’altra, spuria e in lingua inglese, riadattata come film porno-soft in salsa fantascientifica per sfruttare, in qualche modo, la scia di successo lasciata da ‘Guerre Stellari’ di George Lucas (i cui richiami sono evidenti, fin dalla grafica che introduce il film). Utilizzando le stesse immagini del film di base, circa 87 minuti, e qualche integrazione, una quindicina di minuti, si arriva a una incredibile trasformazione della pellicola”. L’unica versione arrivata in Italia fu la seconda.
Che cosa racconta il film? Prendo ancora in prestito le parole del collega ben informato. “Gli abitanti del pianeta Spermula hanno da tempo abbandonato i loro corpi fisici e, osservando la Terra, guardano con disgusto le rozze pratiche sessuali che gli esseri umani esercitano con grande accanimento. Le loro elucubrazioni sono improvvisamente interrotte quando il pianeta viene lentamente consumato da una misteriosa ombra letale. Cercando una via di scampo inviano una spedizione sulla Terra. Giunte sul nostro mondo, quasi tutte le creature aliene di Spermula assumono l’aspetto di splendide donne terrestri, tranne quella denominata Werner, che opta per un’identità maschile. Le creature decidono di porre la propria base in un castello, alla periferia di una città francese. La missione delle spermulite è impegnativa: indurre la razza umana a rinunciare al sesso, seducendo ogni maschio sulla Terra. Hanno un metodo piuttosto stravagante per adempiere alla loro missione, perché all’atto dell’eiaculazione del liquido seminale (liquido del quale si rivelano estremamente vogliose) la vittima perde in maniera definitiva e irreversibile il desiderio sessuale”.
Urge riscoperta critica? Vai a saperlo.

Michele Anselmi