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Spunta fuori su Amazon “Seven Little Killers”. La ferocia dei ragazzini

L’angolo di Michele Anselmi

Sulla locandina si vede un ragazzino in mutande che corre per le stradine di un paesino pugliese, sotto compare un incongruo titolo in inglese che recita “Seven Little Killers”. Il film è su Amazon Prime Video da pochi giorni, e francamente non ne sapevo nulla. Ma custodisce una storia curiosa. Trattasi di un’opera prima firmata da Matteo Andreolli e prodotta da Lucio Gaudino, a sua volta regista e scrittore, nel lontano 2014. Il film, mostrato in qualche festival e venduto qua e là all’estero, sarebbe dovuto uscire nelle sale due o tre anni fa con il titolo “Eppideis”, come “Happy Days” ma italianizzato; poi non se ne fece nulla e finì in qualche cassetto. Ora rispunta fuori “on demand” e direi che meriti una seconda chance.
Alla base c’è un romanzo di Remo Guerrini del 1992, “L’estate nera”, ambientato ad Altavilla, nel Monferrato, tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta; nell’adattarlo per lo schermo Gaudino, qui anche sceneggiatore, trasporta il tutto giù a Oria, grazie all’Apulia Film Commission, e modifica l’arco temporale per comodità, immagino pure per risparmiare.
Il titolo anglofono dice già molto, forse perfino troppo. In una Puglia dei giorni nostri una normale operazione cimiteriale riapre un caso sul quale non s’era mai investigato davvero. Trent’anni prima un uomo solitario e pacifico, tal Beniamino Lo Sacco, considerato un po’ “lo scemo” del paese, fu trovato morto in fondo a un pozzo, con una ferita alla testa. Incidente? Omicidio? Vai a saperlo.
Nell’emergere adesso dalla terra, il teschio di “Benni” rivela uno strano foro laterale, tale da sollecitare la curiosità di un giovanotto occhialuto che sottopone il tutto al nuovo maresciallo dei carabinieri, il quale, dapprima scettico, comincia ad indagare.
Tutto riporta a una domenica di tanti anni prima: sette ragazzini, cinque maschi e due femmine, decidono di dare una lezione a quell’uomo barbuto scansato un po’ da tutti. Per noia, scempiaggine e piccola crudeltà di provincia. Ma come sono andati davvero i fatti? Oggi, ormai adulti e con vite assai diverse alle spalle, si ritrovano convocati dal maresciallo e tutti hanno qualcosa da nascondere.
Il film oscilla tra presente e passato, tra le meschinità odierne dei sette quarantenni pronti a rinfacciarsi antiche colpe l’un l’altro e le pulsioni adolescenziali, non meno feroci e stolide, che spinsero all’insano gesto punitivo. Viene da pensare alla baby-gang che terrorizzò quel povero pensionato di Manduria, poco più di un anno fa, ma il film è venuto prima, a testimonianza di un’efferatezza che sembra radicata nell’animo umano nei confronti dei “diversi”, degli irregolari.
Più riuscito nella prima parte, laddove i fatti sono evocati e non ancora spiegati, in un clima di crescente omertà e imbarazzo, “Seven Little Killers” custodisce un segreto che viene da lontano e mi fermo qui per non rovinare la sorpresa, se tale è. L’impianto visivo non è banale, nel cast ci sono attori bravi come Gianmarco Tognazzi e Nicola Nocella, i ragazzini recitano così così, le belle musiche intonate al clima, ma un po’ soverchianti, sono di Pivio e Aldo De Scalzi.

Michele Anselmi

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