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Su Sky un bel western mai uscito in sala: è “Jane Got A Gun”

L’angolo di Michele Anselmi

Da ieri sera, 6 dicembre, gira su Sky un film che vale la pena di vedere. Il titolo? “Jane Got A Gun”, ovvero “Jane ha preso la pistola”. Trattasi di western. Non ne passano tanti né al cinema né sulle televisioni, quindi suggerisco a chi ama “il genere”, sempre che tale sia e non qualcosa di più, di dargli un’occhiata. Lo girò nel 2015 il cineasta Gavin O’Connor, contando su un cast di tutto rispetto: Natalie Portman, pure coproduttrice, Joel Edgerton, Noah Emmerich e Ewan McGregor. Mi pare che non sia mai uscito nelle nostre sale, sicché quella di Sky è stata una “prima” italiana a tutti gli effetti.
Leggo di una lavorazione tormentata, sin da quando la sceneggiatura di Brian Duffield fu pronta nel 2011 e subito messa nel cassetto. Nel corso degli anni, prima che si arrivasse alle riprese, sono cambiati tre registi e soprattutto attori. Dovevano esserci prima Michael Fassbender, poi Jude Law, infine Bradley Cooper. Tutti saltati, e forse è stato meglio così.
Il regista è quello di “Warrior” e “The Accountant”, uno che sa il fatto suo. Qui prende una storia che sarebbe piaciuta a Tommy Lee Jones, un altro che ha appena può gira un western, per raccontare il gesto disperato e amorevole di Jane Hammond, una giovane donna scampata alla guerra civile americana.
Quando vede tornare al ranch il marito in fin di vita, riempito di piombo, decide di cercare aiuto, sapendo che i fuorilegge del feroce John Bishop presto arriveranno a saldare il conto. Mollata la bambina a un’amica, la donna, risoluta e armata, rintraccia l’ex amante Dan Frost per chiedergli di aiutarla, dietro compenso. L’uomo recalcitra, è ancora offeso con lei per come fu lasciato mentre combatteva con i nordisti, ma poi decide di darle una mano, sapendo che la battaglia sarà impari. C’è da trasformare la fattoria in una specie di fortino, disseminando trappole esplosive di ogni tipo; e intanto, nell’attesa dello showdown, i due ritrovano sé stessi, si parlano e finalmente scoprono come sono andate davvero le cose…
Western a basso costo, scabro, meditabondo, tendente al cupo, girato quasi tutto in interni, a luce naturale, con una scansione temporale che ricorre ai flashback in modi non peregrini, “Jane Got A Gun” si libera via via di una certo stile convenzionale per puntare sull’elemento psicologico, sul fattore umano. E alla fine quasi non ti importa della sparatoria.
Si vede che Natalie Portman, senza trucco, cappellone e gigantesca Colt Walker al fianco, s’è costruito addosso il personaggio di Jane, madre coraggiosa sopravvissuta all’ingordigia degli uomini e alla crudeltà degli eventi; ma anche gli altri funzionano: Joel Edgerton, il Falstaff di “The King”, è il tumefatto Dan Frost che ritrova la propria dignità nell’agone, Noah Emmerich ritrae il marito morente con tratti di tenerezza, Ewan McGregor, con bombetta, baffi e “mosca”, fa il cattivo a tutto tondo.
Dovunque sia uscito, Stati Uniti inclusi, il film è stato commercialmente un disastro, anche per questioni di “timing” e fallimenti. Magari su Sky avrà il piccolo risarcimento che si merita (vedetelo coi sottotitoli, è meglio).

Michele Anselmi

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