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“Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel”: su Netflix la nuova serie docu-crime di Berlinger

“Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel” è la nuova docu-serie statunitense che riporta le vicende del caso anomalo di Elisa Lam, sicuramente uno dei più oscuri e sinistri eventi di cronaca nera degli ultimi anni. Joe Berlinger decide di di estrapolarne una docu-serie di genere crime, in cui quattro episodi ricostruiscono gli eventi reali, le indagini della polizia e le testimonianze di quanti siano entrati in contatto con la ragazza, più o meno indirettamente, nei suoi ultimi istanti. Attratto da situazioni di questo genere, Berlinger già si era cimentato nella regia di opere quali “Paradise Lost: The Child Murders at Robin Hood Hills” o “Night Stalker – caccia a un serial killer” – su Netflix dal 13 gennaio.

Sulla stessa piattaforma, dal 10 febbraio, è disponibile: “Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel”. Nell’aprile 2013 Elisa Lam, una studentessa di Vancouver di origini cinesi, intraprende un viaggio in solitaria alla volta della California ma una volta giunta a Los Angeles sembra scomparire nel nulla. Gli ultimi avvistamenti della ragazza risalgono al periodo in cui alloggiava al Cecil Hotel, un albergo nel cuore della città divenuto tristemente noto per gli eventi sinistri di cui negli anni è stato testimone. Il pubblico si trova così di fronte alla ricostruzione delle indagini, come se fossero gli stessi spettatori a dover far quadrare i conti e risolvere così il mistero della sparizione della studentessa. Il regista fornisce le testimonianze e le interviste, i filmati originali e le varie riprese effettuate sul posto. Il tutto ruota attorno alla figura misteriosa e imponente del Cecil Hotel. L’albergo di oltre 700 stanze è stato costruito negli anni ’20 dello scorso secolo ed era un tempo simbolo di eleganza e opulenza, mentre oggi rimane tristemente noto per essere luogo malfamato e pericoloso. Trovandosi infatti a solo mezzo isolato da quello che è considerato come uno dei quartieri più rischiosi degli Stati Uniti, le stanze dell’albergo hanno ospitato personalità poco raccomandabili, fatto che ha contribuito ad accrescere il mistero che si cela dietro il caso di Elisa.

È proprio su questo mistero che Joe Berlinger sviluppa il suo docu-crime. Non c’è immaginazione, il regista si cimenta in un’opera di collazione di tutto il materiale che sul caso era già circolato, dall’ultimo filmato della ragazza in un ascensore dell’albergo alle testimonianze sul web che hanno impazzato in rete dal momento in cui la sparizione è avvenuta. Berlinger sceglie di occuparsi del caso quasi come fosse un investigatore, ponendosi però al di sopra delle parti e riportando soltanto, senza moralismi ma con una certa sospensione dal giudizio, tutte le ipotesi che erano circolate. Questa spettacolarizzazione degli eventi potrebbe portare i più a domandarsi quanto sia moralmente corretto parlare di fantasmi o di oscure presenze, al solo fine di rendere il prodotto più scenografico e accattivante.

Chiara Fedeli

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