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“Tensione superficiale”: la fiaba happy-end di una ragazza-madre

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“Tensione superficiale” non è soltanto un titolo azzeccato per definire la pellicola diretta da Giovanni Aloi, ma che indica anche la sensazione che si prova dopo aver visto l’ansiogeno “Il delitto Mattarella”, dedicato alla figura di Piersanti, fratello del nostro attuale Presidente della Repubblica, trucidato il 6 gennaio del 1980, per non aver favorito le richieste del Regno italico e per aver ascoltato quelle del PCI, su cui pendeva la convention ad escludendum nelle istituzioni italiane. Certamente superficiale la tensione suscitata dalla visione della pellicola di Aloi, dopo aver visto quella di Grimaldi, ma non per quanto concerne i temi affrontati da entrambe le opere.

Perché “Tensione superficiale” mostra una tematica molto delicata e diventata assai frequente nell’odierna società multietnica, sempre più svincolata dai dettami e dai sacramenti religiosi tradizionali, su cui è fondata, per esempio, la religione cattolica, che riconosce nel matrimonio l’unione delle coppie, e, quindi, con legami sentimentali sempre più labili. La pellicola si occupa, appunto, del tema delle ragazze-madri e dei loro disagi e problematiche per garantire il sostentamento ai loro pargoli. Michela, la protagonista della pellicola, è una di loro: ha trent’anni e vive in un piccolo paesino dell’Alto Adige insieme al suo bambino Tobi, costretta a lavorare come receptionist insoddisfatta presso un hotel sul lago di Resia fino a quando, accusata di un piccolo furto dal proprietario dell’albergo, suo datore di lavoro, inizierà, grazie al consiglio di una sua amica, a prostituirsi per mantenere il figlio. Soltanto l’intervento del padre del bambino, deus ex machina della sua tragedia, le ridarà un futuro più dignitoso con un happy-end da fiaba.

La pellicola, visibile dal 18 febbraio sulle nuove piattaforme televisive, come Chili, Rakuten TV  e IoRestoinsala, è prodotta da Ombre Rosse e distribuita in collaborazione con No.Mad Entertainment.

Alessandra Alfonsi

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