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“The Italian Recipe”, a Roma l’ultimo ciak per la coproduzione Italia-Cina

Mentre le grandi produzioni cinematografiche americane come il nuovo “Mission Impossible” di Tom Cruise o “Red Notice” di The Rock, le cui riprese erano previste in Italia nelle prossime settimane, cancellano o prendono tempo, spaventate dal contagio del Coronavirus, a Roma proseguono, in un clima di serenità e grande fermento artistico, le riprese della seconda coproduzione ufficiale tra Italia e Cina, The Italian Recipe (La ricetta Italiana).

IL CINEMA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS – La troupe del film vede all’opera una compagine artistica e tecnica di professionisti italiani e cinesi. Gli attori e le maestranze, arrivate in Italia lo scorso gennaio, prima dello scoppio dell’epidemia di Wuhan, si sono uniti ai loro colleghi italiani, un’equipe composta da alcuni dei nostri migliori professionisti: Vladan Radovic (DOP), Tonino Zera e Luca Servino (scenografia), Santi Pulvirenti (Musica), Sabrina Beretta (Costumi), che collaborano proficuamente da molte settimane con i loro colleghi cinesi, in un clima creativo di grande armonia.

A conclusione delle riprese, Produttori, Cast e Regista hanno incontrato la stampa alla Casa del Cinema per raccontare questa interessante e innovativa impresa cinematografica “made in Italy” che guarda al più importante mercato cinematografico del pianeta (60.000 schermi e 7,8 miliardi di euro al Box Office annuale) che, pur in tempi difficili e grazie a un gruppo di coraggiosi produttori, ha saputo concretizzare una promettente collaborazione artistica e culturale tra Italia e Cina.

IL FILM – “The Italian Recipe” è una commedia romantica ambientata a Roma, co-prodotta dal regista e produttore Cristiano Bortone (Orisa produzioni), dai produttori Roberta Manfredi ed Alberto Simone (Dauphine Film Company) con Rai Cinema (Italia) con il supporto della Regione Lazio e da WD Pictures (Cina), Lightburst (Germania), e Kaixin FunAge Pictures (Cina) – una delle principali produzioni di commedie – che ha realizzato in Cina alcuni dei più grandi successi degli ultimi anni come “Goodbye, Mr. Loser” (190 milioni di dollari americani), “Never say die”(285 milioni di dollari americani) o “Salve, signor miliardario” (324 milioni di dollari americani) – e che sarà anche responsabile della distribuzione in Cina.

LA TRAMA – Il film racconta la storia di un giovane e famoso cantante pop cinese, Peng, arrivato in Italia per partecipare a un popolare reality show, che ha venduto la sua anima al mondo dello spettacolo. Una serie di imprevisti lo costringono a trascorrere un’intera notte con una giovane coetanea, Mandy, già in Italia da alcuni anni, che aiuta gli zii nella modesta lavanderia di famiglia. La grande pop star la vede inizialmente come una dei tanti connazionali sfigati e immigrati dai quali si sente diverso. Mentre lei, indifferente alla sua fama, vede in lui solo arroganza e presunzione, tutto ciò che detesta in un ragazzo. All’inizio si odiano a vicenda ma lentamente, costretti dalle circostanze a trascorrere insieme una magica notte romana, si renderanno conto, complice la seducente atmosfera della città, non solo di avere molto in comune, ma soprattutto che entrambi hanno un sogno segreto. Lui vorrebbe lasciare quel mondo di falsità, competizione e arrivismo, per poi suonare finalmente la musica che gli piace davvero; lei quello di imparare la cucina italiana e diventare una grande Chef. Insieme ai sogni realizzati troveranno l’amore.

IL CAST – Il film è diretto dalla talentuosa ed emergente regista Zuxin Hou, che firma anche la sceneggiatura insieme ad Alberto Simone. Diplomata alla USC, è apprezzata per le sue campagne pubblicitarie, video musicali e documentari pluripremiati, come “My dad is a rocker” (premio documentario internazionale IDA, Warsaw Film Festival, Chinese Academy Award of Documentary Film). Lei stessa è una cantante ed è stata finalista di Voice of China. Del cast cinese fanno parte la protagonista femminile Yao Huang, apprezzata interprete del film “La traversata”, in concorso alla Berlinale dello scorso anno, Xun Liu, recentemente visto in “Quasi una commedia” di Fun Age, e la giovane promessa italiana Romano Reggiani.

LE DICHIARAZIONI – “Il progetto è nato alcuni anni fa da uno dei laboratori tenuti dall’Associazione di produttori sino-europei “Bridging the dragon” all’interno del quale è stato selezionato il progetto originariamente scritto da Alberto Simone”, spiega Bortone, esperto e storico promotore delle relazioni tra il mondo audiovisivo europeo e cinese. “Ci sono voluti più di due anni per sviluppare la sceneggiatura con i nostri colleghi cinesi al fine di rendere la storia attraente per il pubblico cinese. Ora siamo molto felici di vedere realizzato il film con un partner come la società Fun Age Pictures, una dei leader nella commedia. Questo è il risultato di ciò per cui stiamo combattendo da anni: creare un prodotto con una forte componente italiana ed europea che riesca a trovare spazio nell’enorme mercato cinematografico della Cina, oggi il primo al mondo”.

Aggiunge la produttrice Roberta Manfredi: “In Cina il Coronavirus ha costretto l’industria locale a interrompere la produzione di film e serie televisive. Ma qui godiamo tutti di ottima salute e le riprese stanno per concludersi felicemente”. Paradossalmente, a causa della prevedibile mancanza di molti titoli che hanno subito uno stop, “La ricetta italiana” potrebbe essere uno dei progetti più accattivanti della prossima stagione cinematografica cinese.

“Il tema della storia è la realizzazione dei propri sogni, contro ogni condizionamento sociale”, dice Alberto Simone. “Un tema universale che in questo momento accomuna tanto i giovani italiani che cinesi. Riteniamo che questo, insieme al forte elemento musicale, possa incontrare le emozioni di un pubblico giovane alla ricerca della propria identità e della propria strada nella vita.”

“The Italian Recipe”, come recita lo stesso titolo, è anche una celebrazione della bellezza del nostro Paese e delle eccellenze italiane, rivolte all’enorme e curioso pubblico cinese. “Speriamo che il successo di questo film – conclude Bortone – possa essere un incoraggiamento per un’ulteriore collaborazione tra l’industria cinematografica europea e cinese”.

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