Su Amazon Prime Video, tra le nuove proposte, spicca anche una pellicola che farà passare la voglia di affittare un alloggio su AirBnB. Due coppie di amici scelgono di trascorrere il weekend in una grande casa moderna, isolata e difficilmente raggiungibile se non tramite una stradina che, passando per un fitto bosco, conduce sino a una scogliera a picco sull’Oceano. Decisamente uno scenario d’impatto quindi, quello scelto da Dave Franco per il suo esordio alla regia con “The Rental”. La natura, gli ambienti circostanti e gli interni della grande casa sul mare la faranno da padrone in questo thriller psicologico non particolarmente ricco di colpi di scena, ma in grado di tenere lo spettatore ben saldo davanti allo schermo.

Mina e Charlie sono colleghi affiatati e partner in un progetto lavorativo che li rende particolarmente vicini e complici, ma Mina è anche la ragazza di Josh, fratello minore e irresponsabile di Charlie. La storia si apre proprio nell’ufficio dei due, in cui i colleghi stanno esaminando le foto della casa nella natura che hanno affittato per il weekend; tra loro sembrerebbe esserci qualcosa in più che un semplice rapporto lavorativo, data la loro vicinanza, anche fisica, che non sfugge allo spettatore, ma all’entrata in scena di Josh, il quale bacia appassionatamente Mina e la riaccompagna a casa, capiamo di aver tratto conclusioni affrettate. Successivamente, i nostri dubbi verranno fugati del tutto: Charlie è sposato con Michelle, e i quattro, il giorno dopo, sono in partenza per la vacanza. La villeggiatura ha inizio, la casa è enorme, il paesaggio che si apre di fronte alle grandi finestre è maestoso. Ma c’è qualcosa che non torna alla mente dello spettatore tanto quanto a quella dei personaggi. Ben presto, scopriremo che quella che dovrebbe essere una rilassante vacanza all’insegna del divertimento e della trasgressione si rivelerà essere tutt’altro che tranquilla: qualcuno li sta spiando dal buio del bosco.

La narrazione che Franco ci propone è semplice e punta sui classici espedienti del cinema dell’orrore. Se c’è una componente che predomina sulle altre, questa è sicuramente la trasgressione nelle sue molteplici forme, che sia relazionale, emotiva o fisica. Tutti i protagonisti del film trasgrediscono, e lo fanno in quelli che si riveleranno essere gli unici picchi adrenalinici per una buona parte del film. Accanto alla trasgressione, Franco punta molto sull’equivoco: sembrerebbe voglia mettere in dubbio la capacità di giudizio del suo pubblico dalle prime battute del film, fin da quando siamo convinti che Mina e Charlie siano una coppia. Trasgressione ed equivoco divengono quindi i due ingredienti principali nella creazione di questo thriller psicologico, che comunque non annoia, sia perché non di eccessiva durata – contando 88 minuti – sia perché storia, fotografia, espedienti narrativi ed un ritmo sempre serrato funzionano, e coinvolgono pur nella loro semplicità.

Chiara Fedeli