HIGHLIGHTS Recensioni

“The Secret – La forza di sognare”: su Netflix il film che insegna a prendere per mano il proprio destino

“Cosa sono un paio di ore se ci ho messo una vita a capire che posso avere tutto quello che voglio?”.

Il destino è nelle nostre mani, questa è la frase che riecheggia come un monito nella mente delle persone, ma, molto spesso, viene sottovalutata e messa da parte in un angoletto della memoria. Ecco, Miranda Wells la protagonista del nuovo film “The Secret – la forza di sognare”, disponibile su Netflix dal 3 dicembre, insegna allo spettatore come ripescare quella “frase fatta” e renderla utile nella vita quotidiana. Miranda è una donna giovane, vedova, madre di tre figli e con numerosi debiti economici, ma è soprattutto una donna che vede nel proprio destino un concatenarsi di eventi disastrosi da cui non riesce ad uscire. La morte del marito Matthew ha scalfito la sua vita in maniera irreparabile, Miranda infatti ha rinunciato al suo sogno di diventare infermiera e ha fatto di tutto pur di garantire una vita dignitosa ai propri figli, nonostante le difficoltà e le numerose rinunce. Il problema principale che affligge Miranda in realtà non è il contesto esterno in quanto tale, non sono i problemi annessi alla vita quotidiana, il suo problema più grande è l’impossibilità di potersi dire soddisfatta della sua vita come donna. La piccola Joy Potter di “Dawson’s Creek” è cresciuta e la sua interprete, Katie Holmes, ha mantenuto i tratti puliti e naturali che hanno rafforzato il personaggio di Miranda: una donna con poco trucco, vestiti semplici e capelli fatti in casa, insomma una donna senza eccessi, ma che preserva le espressioni timide e un po’ ingenue che caratterizzarono la migliore amica di Dawson alla fine degli anni ’90. La Katie Holmes di oggi è l’interprete di una donna matura, con numerose responsabilità e con un carattere chiuso rispetto al mondo esterno verso il quale prova una sorta di diffidenza volontaria, almeno fino al momento in cui non subentra nella sua vita la figura di un professore universitario, Bray, che potrebbe cambiare la sua stessa percezione delle cose. La scenografia dei primi minuti sembra preannunciare quale sarà il ruolo di Bray: Miranda, infatti, viene rappresentata nel suo ambiente quotidiano, un po’ troppo caotico e disordinato che rappresentano il suo mondo interiore, mentre Bray compare sulle scene all’interno di un albergo dall’arredamento ordinato, armonico ed equilibrato che rispecchia il suo modus vivendi.
La saggezza e la razionalità di Bray porteranno quell’ordine tanto ricercato nella vita di Miranda, anche se questo vorrà dire confrontarsi con i mostri del passato con cui non si è mai voluto fare i conti. Questa paura che blocca Miranda è sottolineata dalla stessa narrazione, tanto che il volto del marito comparirà solo nel minuto 16:21 e, solo quando Miranda avrà preso consapevolezza della sua vita riuscirà ad avere un confronto con il suo ricordo. D’altronde la scelta è nelle mani della donna: prendere in mano la sua vita e viverla oppure accontentarsi e lasciarsi travolgere dagli eventi.

Cristina Quattrociocchi

Condividi quest'articolo