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Tom Hanks e “l’indiana”. Il potere delle storie in “Notizie dal mondo”

L’angolo di Michele Anselmi

Strano titolo, per un western, “Notizie dal mondo”, anzi “News of the World” che suona meglio. Ma ci sta. Perché si chiama così il bel romanzo di Paulette Jiles (Neri Pozza) da cui il film è tratto con qualche piccola libertà sceneggiatoria; e perché tutta la vicenda ruota attorno allo strano mestiere che fa, per arrotondare, il protagonista della storia. Ovvero l’ex capitano confederato Jefferson Lyle Kidd, vedovo, senza figli, un tempo tipografo, e ora, nel Texas del 1870, dedito a girare di città in città per leggere agli astanti, dietro pagamento di 10 centesimi, notizie spesso vecchie, stampate sui giornali locali e nazionali. In fondo l’uomo, sfoderando i suoi quotidiani e arricchendo di dettagli le vicende narrate, ora edificanti ora tragiche, inscena una specie di telegiornale ante-litteram, infatti si congeda ogni volta dicendo “Grazie e buona notte”.
Disponibile su Netflix dal 10 febbraio, il film sarebbe dovuto uscire nelle sale con l’Universal, ma si sa come sono andate le cose. Paul Greengrass, britannico, classe 1955, è il regista della trilogia su Jason Bourne, di film come “Green Zone” e “Captain Phillips – Attacco in mare aperto”. Nel cimentarsi per la prima volta con il western richiama sul set l’amico Tom Hanks, qui barbuto e dolorante, e gli mette accanto la piccola e biondissima Helena Zengel. “Tutti e due abbiamo dei demoni da affrontare in questa strada” riflette ad alta voce l’uomo, ed è proprio così: quella lunga pista tra Wichita Falls e Castroville racchiude ferite e segreti che scopriremo nel corso delle quasi due ore di film.
Il meccanismo drammaturgico è classico, a suo modo prevedibile. Lui è un randagio incapace di rimettere piede nella casa dove visse con la moglie; lei è una ragazzina bionda di origine tedesca che fu rapita a quattro anni dagli indiani Kiowa (Comanches nel libro), poi “liberata” dalle giacche blu e ora deve essere riconsegnata ai parenti contadini. Solo che Johanna non parla una parola di inglese, è “selvatica”, disubbidiente, si sente indiana. L’incontro delle due solitudini, a bordo di un vecchio carro, è il vero cuore di un viaggio, anche mentale, attraverso insidie, imboscate, sparatorie, pioggia e sabbia, fughe precipitose e tenerezze nascenti.
Per il tema e l’andamento itinerante viene da pensare a film come “Sentieri selvaggi” di John Ford, ai due “Il Grinta” (quello con John Wayne e quello con Jeff Bridges), a “The Homesman” di Tommy Lee Jones, al recente “Hostiles – Ostili” di Scott Cooper; ma direi che Greengrass, qui anche sceneggiatore con Luke Davies, custodisca un proprio stile personale, epico e intimo al tempo stesso, a tratti toccante, certo usando l’ambientazione western, in una chiave realistica e “sporca”, per suggerire qualcosa sull’America odierna. “Notizie dal mondo” è stato letto da alcuni critici come una sorta di requisitoria contro la presidenza Trump, e in effetti affiorano suggerimenti in tal senso: un feroce signorotto locale che bercia contro “messicani, neri e indiani”, la manomissione delle “notizie” a uso personale, il risentimento sudista ancora vivo nonostante la fine della Guerra civile, il razzismo diffuso che teorizza discriminazioni e linciaggi. Ma direi di non esagerare coi paragoni.
Avrete capito che il capitano Kidd, dopo tanto sangue versato in battaglia, non avrebbe più voglia di uccidere e invece dovrà farlo; mentre Johanna/Cicada, davvero un’anima divisa in due, né bianca né indiana, dovrà recuperare dentro sé stessa frammenti di memoria per trovare finalmente un po’ di pace.
Il tutto confluisce in una sequenza fortemente simbolica: l’incontro silenzioso con una tribù migrante di Kiowa dopo una tempesta di sabbia; tutti – donne, bambini, vecchi, guerrieri – sembrano fantasmi alla ricerca di un approdo impossibile, già espulsi da quella che fu la loro terra per secoli e domani chissà.
Tom Hanks e Helena Zengel formano una coppia ben assortita, ma funzionano anche i bravi attori che compaiono in partecipazione speciale: Elizabeth Marvel, Bill Camp, Mare Winningham.

Michele Anselmi

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