Enrico Vanzina, dopo “Lockdown all’italiana”, torna con “Tre sorelle” in cui cerca di portare in scena una visione pirandelliana della vita come mistificazione del realismo artefatto; un modo questo necessario per riportare l’attenzione su quella concezione di finzione scenica che tutti noi – nella vita di tutti i giorni – siamo condannati a vivere. “Tre sorelle” è disponibile su Amazon Prime Video dal 27 gennaio e ha un cast d’eccezione: Serena Autieri, Giulia Bevilacqua, Chiara Francini, Fabio Troiani, Luca Ward e Rocio Morales. Come si evince dal titolo, racconta la storia di tre sorelle, Marina, Sabrina e Caterina, unite quanto diverse tra loro: stesso padre con madri diverse, stessa passione per il lusso, tre stili di vita diversi, ma soprattutto, tre modi diversi di affrontare i problemi della vita.
La fine di un amore porterà le tre sorelle a vivere un viaggio insieme nella lussuosa villa al Circeo, accompagnate dalla giovane massaggiatrice Lorena. Le tre, in cerca di riscatto, coglieranno l’occasione per intraprendere un cammino interiore necessario per rinascere, ritrovare sé stesse e la complicità tra di loro.
La commedia messa in piedi da Enrico Vanzina, con il suo pacato senso disinteressato nei confronti di una veicolazione manifesta di qualsivoglia metafora simbolica, gioca molto sull’autoironia e sull’autocitazionismo. Tutto questo nasce come omaggio alla tradizione letteraria, in particolare quella Pirandelliana, e cinematografica – con un chiaro omaggio al fratello Carlo, scomparso nel 2018 – per poi indirizzarsi verso una comicità modestamente tagliente. Quest’ultima risiede non nelle battute paradossali o nella rappresentazione di una realtà surreale, ma in piccoli sipari assurdamente verosimili ad una dissacrante manifestazione meta-testuale. Sono molti i richiami dell’immaginario cult all’interno del film, come la scena del bambino che guarda ammaliato Lorena che esce dal mare, un chiaro omaggio al celebre Baywatch, affidate però alla mediazione di uno sguardo atipico rispetto a quello provocante di un sensuale bagnino.
L’interpretazione dell’intero cast rende ancora di più l’idea di una commedia teatrale messa in scena nella piazza “nuda e cruda” della quotidianità dell’estate nel pontino. Tutto si basa sull’idea di una recitazione più meditata e composta di Serena Autieri che si contrappone ad esempio a quella prepotentemente finta di una sorprendente Giulia Bevilacqua, spinta ad un livello di performance volutamente esagerata per dimostrare come, fino alla fine, la vita non è altro che una recita teatrale ambientata – in questo caso – su quel meraviglioso palcoscenico che è San Felice Circeo.

Flavia Arcangeli