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“Tredici”, quarta e ultima stagione: è possibile sopravvivere al liceo?

Questa è la domanda che si pone Clay Jensen nella quarta e ultima stagione di “Tredici”, divenuta un successo internazionale per la capacità di parlare ai ragazzi trattandoli come adulti, attraverso l’utilizzo di un linguaggio appunto adulto, trattando temi delicati e scottanti – come il bullismo, il suicidio giovanile, lo stupro e la diffusione delle armi tra i ragazzi – con una sensibilità e un approfondimento mai visti altrove.
Un prodotto indirizzato tanto ai figli quanto ai genitori – con tanto di disclaimer iniziale che consiglia la presenza di un adulto per i minorenni e per chi sta affrontando i temi raccontati.
Una serie che ha cercato di sviscerare i pensieri contrastanti, confusionari e vasti che sono presenti nella mente degli adolescenti di oggi e con i quali questi ultimi devono fare i conti, ogni giorno, guardandosi allo specchio.
La prima stagione del teen drama statunitense, creato da Brian Yorkey e basato sull’omonimo romanzo di Jay Asher, si incentra sulle vicende dell’adolescente Hannah Baker, la quale, prima di suicidarsi, registrerà, su delle cassette, i tredici motivi che l’hanno spinta a togliersi la vita, mentre le successive tre stagioni riguarderanno la vita degli studenti della Liberty High.
“Tredici”, che è arrivata su Netflix con il capitolo conclusivo il 5 giugno, continua ad essere una serie sulla sopravvivenza dall’adolescenza, in particolare tra le mura scolastiche, che dovrebbero proteggere, insegnare e preparare i propri studenti alla vita adulta, ma che spesso si rivelano i confini di un vero e proprio inferno da superare, una parentesi da cui qualcuno ne esce distrutto.
Quest’ultima stagione, ambientata durante l’ultimo anno di liceo che porterà al diploma dei protagonisti, è incentrata sulle conseguenze della morte di Bryce e Monty, avvenuta nella terza stagione, che costringerà il gruppo di amici a fare squadra per proteggere i colpevoli dell’omicidio di Bryce, Alex e Jessica.
Accanto al tema delle armi, già visto nelle precedenti stagioni e sempre attuale negli USA, troviamo anche la depressione di Clay, che raggiunge livelli psicologici notevoli, il tema dell’AIDS, anche se appena accennato, portato nel finale dal personaggio di Justin, in seguito al suo passato da tossicodipendente che vive in strada.
La quarta ed ultima stagione di “Tredici”, a tratti, è emotivamente devastante, ma è proprio questo l’obiettivo: non smette di far riflettere lo spettatore su temi centrali della contemporaneità.

Flavia Arcangeli

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