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“Tutti i ricordi di Claire”. Deneuve coi capelli bianchi fa un’altra madre anaffettiva

L’angolo di Michele Anselmi

C’è da augurarsi che Catherine Deneuve abbia superato la “lieve ischemia” di qualche settimana fa. Magari, però, a 76 anni l’attrice francese potrebbe rallentare un po’. Il caso vuole che, appena a un mese dall’uscita di “Le verità”, arrivi nelle sale un altro suo film, però girato l’anno prima: “Tutti i ricordi di Claire” di Julie Bertuccelli (dal 21 novembre con Movies Inspired).
La novità consiste nel fatto che per la prima volta, a mia memoria, Deneuve porta i capelli bianchi sullo schermo. Siamo a Verderonne, borgo di 500 abitanti nel nord della Francia, dove l’eccentrica e agiata Claire Darling si risveglia dal sonno con uno strano presentimento. “Questo è il mio ultimo giorno” sente, anche se nulla sembra minacciare la sua vita di ultrasettantenne. Senza dare spiegazioni, decide di mettere in vendita, per disfarsene a prezzi stracciati, mobili di valore, quadri, suppellettili, oggetti preziosi, ricordi cari. Lo fa nel giardino della sua bella villa, nella sorpresa generale di amici e conoscenti, accendendosi una sigaretta dietro l’altra e ogni tanto bevendo del tè.
Deneuve si è specializzata in parti da madre bisbetica e antipatica, in genere anaffettiva, e qui non fa eccezione. Non migliorano le cose quando torna al paesello la biondissima figlia Marie: le due non si vedono da anni e poco si sopportano, anche perché – lo capiamo strada facendo – Claire custodisce un segreto poco commendevole sulla morte del marito, avvenuta anni prima, a rafforzare una tragedia familiare cominciata con la scomparsa del primo figlio.
Il titolo originale del film recita “La dernière folie de Claire Darling”, e già spiega qualcosa di più del personaggio: colpito da amnesie, visioni, allucinazioni, cambiamenti d’umore, svenimenti. Da giovane era una donna bellissima e seducente, non a caso è Alice Taglioni a incarnarla nei flashback; ma anche da anziana conserva un certo charme, benché faccia di tutto per rendersi odiosa, spigolosa, perfino al prete che forse l’ha sempre amata.
La regista cinquantenne adatta un romanzo americano di Lynda Rutledge, edito in Italia col titolo “Il cassetto dei ricordi segreti”, trasportandolo dal Texas nel dipartimento francese dell’Oise. S’intende che, nel corso di quella giornata cruciale, i personaggi faranno i conti con il proprio passato, sfiorando materialmente sé stessi da giovani o da piccoli, in un continuo andirivieni temporale che spiega la sostanza degli eventi e i motivi dei rancori.
Il film, intimista e divagante, pure parecchio tedioso, è di quelli che ambiscono a suggerire ben più di quanto raccontano. Naturalmente Chiara Mastroianni è figlia anche nella vita vera di Catherine Deneuve, il che dà al film un sapore particolare. Forse.

Michele Anselmi

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