L’angolo di Michele Anselmi 

In seguito alle piogge torrenziali degli ultimi giorni, il sindaco Roberto Gualtieri ha deciso di chiudere provvisoriamente le banchine del fiume Tevere. Si temono innalzamenti improvvisi del livello dell’acqua, con notevoli rischi per la vita dei tanti “homeless” che hanno trovato riparo sotto i ponti romani. In fondo “Bassifondi”, il film di Trash Secco, al secolo Francesco Pividori, classe 1989, parla di loro. Il regista, nonché artista e videomaker, l’ha scritto insieme ai fratelli D’Innocenzo, quelli di “Favolacce”, partendo da un suo racconto di una quindicina d’anni fa. Passato alla Festa di Roma del 2022, “Bassifondi” è uscito oggi, 15 giugno, nelle sale italiane, non tante immagino, distribuito da Cloud 9 Film, producono Matteo Levi e Rai Cinema.
Certo il film non è una passeggiata, occorre essere parecchio motivati per gustare questa storia desolata e insieme affettuosa costruita attorno a due senzatetto che hanno costruito la propria “casa” sotto uno dei ponti capitolini del centro storico, a occhio siamo tra Castel Sant’Angelo e l’isola Tiberina con puntate fino al Colle Oppio.
Romeo e Callisto, l’uno più giovane, alto e con una famiglia alle spalle che l’ha abbandonato, l’altro più anziano e basso, con gli occhi strabici e una filosofica rassegnazione nella voce, vivacchiano di elemosina, piccoli furti ed espedienti. “Non c’ho un cazzo ma non mi manca niente” teorizza Callisto, lesto a chiedere “spiccetti” ai turisti che attraversano ponte Sisto. “Ogni tanto, dopo che caghi, te lo pulisci il culo?” protesta invece Romeo, il quale prova a contrastare quella cupa degradazione compulsando un vecchio telefonino con gli sms spediti ai figli.
Un’umanità randagia e sommersa, fatta di mangiatori di fuoco, saltimbanchi e fisarmonicisti, si affaccia ogni tanto sugli argini che i due considerano “proprietà privata”, da difendere puntando a un “bottino di guerra”. Ma qualcosa di tragico sta per accadere: Romeo si risveglia con gli occhi bianchi, improvvisamente cieco, e il cinismo di Callisto, forse solo esibito, si trasformerà in una prova d’amore, estrema.
È una Roma oscura, livida, dai colori acidi, di un giallo acre quasi tendente al verde muffa, tra pantegane riprese nel loro aggirarsi tra i rifiuti e asini che brucano l’erba, quella che Trash Secco e i D’Innocenzo dipingono in un mix di realismo estremo e divagazioni oniriche, anche allucinazioni (la droga trovata tra le bottiglie di birra non finite). Il regista cita tra le ascendenze i film di John Waters e Harmony Korine, ma un’aria un po’ beckettiana, in chiave Vladimiro ed Estragone (solo che non c’è un Godot da aspettare), forse palpita nelle tirate sul senso dell’esistenza e nelle scorribande alla ricerca di cibo.
Romano Talevi, che fa Callisto, si prende sin dall’inizio la scena, per fisicità, vocalità e turpiloquio colorito, mentre Gabriele Silli, che fa Romeo, gioca in rimessa, per sottrazione, in modo che si definiscano via via le dinamiche tra i due sventurati. Installazioni artistiche, immagini video, sconnessioni inattese fanno di “Bassifondi” un film certo curioso, non convenzionale, anche perché Trash Secco custodisce un’adesione psicologica totale nei confronti dei cosiddetti “barboni”, gli invisibili che spesso desiderano restare tali, chiusi in un guscio che sembra inscalfibile. Il tutto dura 92 minuti; e bisogna avere molta, molta, molta pazienza.

Michele Anselmi