L’angolo di Michele Anselmi

Dal 26 agosto danno su Sky un film che passò abbastanza inosservato quando uscì nelle sale, nel tardo settembre del 2019. Recensioni freddine, in tutto 1 milione di euro al box-office. Si chiama “Yesterday”, come la storica canzone dei Beatles, e non è un caso, perché la commedia, a suo modo musicale, parte proprio da lì, da quella melodia perfetta e toccante così spesso adoperata anche nei film italiani. Penso a “C’era una volta in America” di Sergio Leone, dove fu solennizzata malamente per commentare un passaggio temporale piuttosto kitsch; penso a “Non ci resta che piangere” di Benigni e Troisi, dove invece fu spiritosamente evocata, sempre in una chiave di viaggio nel tempo, da uno dei due comici per corteggiare una pulzella quattrocentesca.
In realtà “Yesterday” viene appena accennata nel film di Danny Boyle su sceneggiatura di Richard Curtis: il giovane protagonista di origine indiana, incarnato dal buffo Himesh Patel, la canta agli amici che gli hanno appena regalato una chitarra nuova dopo un incidente. La trovano carina, ma un po’ melensa, e soprattutto sembrano non riconoscerla.
Magari qualcuno ricorderà la storia, davvero fantasiosa, non banale benché altamente rischiosa. In una ridente cittadina inglese in riva al mare il commesso e aspirante cantautore Jake Malik fatica a farsi apprezzare dal pubblico locale con le sue canzoni. Quando sta per gettare la spugna un misterioso black-out elettrico che oscura il mondo per qualche secondo (certo, bisogna crederci) provoca un bizzarro “delete” alla voce Beatles. Come se i “Fab Four” non fossero mai esistiti: cancellati da Internet, anche dalla memoria della gente di ogni età.
A quel punto, ripresosi dalla sorpresa, Jake recupera dal repertorio tutte le grandi hit dei Beatles, presentandole come farina del proprio sacco. Persino il vero Ed Sheeran si fa vivo per dare un lavoro al giovane cantautore venuto dal nulla, ed è solo l’inizio di una carriera folgorante all’insegna della menzogna che lo porterà fino a Los Angeles.
Solo due sessantenni sembrano accorgersi della truffa, ma forse non è loro intenzione denunciarla al mondo. Mentre da qualche parte in riva al mare vive felice e risolto, isolato da tutti, un 78enne con gli occhialini tondi…
Consiglio di vedere “Yesterday” con animo sgombro da pregiudizi. Se lo spunto è squisitamente paradossale, lo svolgimento sviluppa invece il tema in modo non prevedibile, tra toni da commedia sentimentale, affondi sarcastici sulla voracità dell’industria musicale, riflessioni non pedanti sulla fragilità del successo, e la distrazione di massa, omaggi affettuosi alla simbologia beatlesiana.
In fondo la qualità di “Yesterday”, al di là delle canzoni epocali che riecheggiano e delle frecciatine farsesche alla società dei consumi, sta proprio qui: nel ricordarci che bisogna tener sveglia la memoria affinché il meglio non vada perso, dimenticato per pigrizia, triturato dall’abitudine. Titoli di coda su “Hey Jude”, un po’ da “preparate i fazzoletti”.

Michele Anselmi