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Yesterday. Un mondo senza Beatles, un film senza Boyle

Ieri tutti conoscevano i Beatles, oggi solo Jack ricorda le loro canzoni. Al suo debutto nello mondo dello show business musicale, Jack Malik (Himesh Patel) non può dimenticare i giorni in cui, anonimo cantautore di belle speranze, ambiva a sogni irrealizzabili. La nostra storia ha inizio in un piccolo villaggio inglese. È qui che il nostro uomo è in procinto di appendere la chitarra al chiodo. La sua unica vera fan, manager e sostenitrice è Ellie (Lily James), migliore amica d’infanzia che non ha mai smesso di credere in lui. Dopo un incidente, investito da un autobus durante uno strano blackout, Jack si risveglia in un mondo in cui i Beatles non sono mai esistiti. Il ragazzo è l’unico a ricordare le loro canzoni. Non ci vuole molto a capire che il nostro uomo si trova nel bel mezzo dell’episodio mai girato di The Twilight Zone. Jack, compresa l’antifona e acciuffata l’occasione al volo, sperimenterà un successo folgorante quanto inaspettato.

Nel 1960, Liverpool testimoniò l’avvento di una fra le più grandi band della storia del rock. I Beatles, composti da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, ebbero un enorme impatto nell’immaginario collettivo. Chi non conosce Abbey Road? Avete mai sentito parlare del sottomarino giallo? Forse Hey Jude non è l’eco di un motivo familiare? La band segnò a tal punto la storia della musica, conquistando l’Inghilterra e infine il mondo intero, da ritenere impensabile un domani in cui il pubblico potesse farne tabula rasa.

Il regista premio Oscar di The Millionaire e lo sceneggiatore di Love Actually, Richard Curtis immaginano un mondo senza Beatles e senza Yesterday mettendo in piedi una commedia romantica che tracima umorismo britannico. La fantasia musicale allestita da Boyle esplora il repertorio del più grande gruppo di tutti i tempi. Yesterday è progettato come una caccia al tesoro all’interno del repertorio e della mitologia dei Beatles. Qui, con l’aiuto del compositore Daniel Pemberton, il regista osserva l’impatto della musica dei quattro di Liverpool dimostrando o, almeno, tentando di dimostrare, l’immortalità delle loro canzoni e l’entusiasmo che esse suscitarono nel loro pubblico. Altro aspetto del film: la storia d’amore tra Jack ed Ellie. La sceneggiatura di Richard Curtis, famoso re della commedia romantica all’inglese, critica lo star system spingendo l’acceleratore sulla satira (Kate McKinnon è impeccabile nel ruolo della manager-dittatrice ). La premessa è geniale. Quel che accade al protagonista è una fantasia familiare a chiunque abbia mai desiderato creare dal nulla qualcosa di straordinario. Se il film è il tentativo di celebrare il potere dell’arte immortalando la musica dei Beatles, qualcosa non torna. La messinscena manca di carattere e creatività anche se uno stile più pronunciato, degno del miglior Danny Boyle, emerge talvolta, specie durante le scene in studio tramite l’utilizzo di colori saturi. Yesterday delude soprattutto nel suo ultimo terzo: la caricatura dell’industria musicale e della sua strategia di marketing mostrano segni di debolezza mentre la love story tra i due protagonisti si fa sempre più banale e odiosa.

Il film non si confronta né dimostra la minima curiosità per cosa potrebbe accadere se qualcuno (per non parlare di qualcuno di origine indiana) introducesse il pubblico moderno alla cultura dei Beatles. Danny Boyle è l’ultimo regista in grado di mitigare i peggiori istinti di Curtis per dare a Yesterday spessore e profondità umana. I due compagni di (s)ventura (di loro ricordiamo Notting Hill e Sunshine) raccontano quel che accade quando personaggi affini tra loro sono catapultati in circostanze fuori dal mondo. Entrambi possono essere geniali se e quando attingono al giusto materiale e ambedue possono sentirsi disperati e depressi se intrappolati in un angolo. Assieme hanno creato un film che è sempre troppo e mai abbastanza. Dispiace per il cortocircuito d’ispirazione che lo rende un film cui il lieto fine, con relativo zuccheroso trionfo dei buoni sentimenti, non garantisce qualità e spessore artistico. Se non fosse per un cast accattivante e qualche rara occasione riuscita, Yesterday sarebbe un’occasione sprecata il cui unico valore è una premessa intelligente.

Chiara Roggino 

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