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Zalone dal 1° gennaio, doppio Brizzi, bis di Veltroni regista. Nuovo listino medusa. Solita parola d’ordine: far ridere

L’angolo di Michele Anselmi

Sua Maestà Checco Zalone, col suo “Tolo Tolo” scritto insieme a Paolo Virzì, spostato dal 25 dicembre 2019 al 1° gennaio 2020, in modo da non disturbare l’altra strenna natalizia della casa, cioè il cristologico viaggio nel tempo, ancora senza titolo, di Ficarra & Picone, anticipato al 12 dicembre; poi addirittura due film di Fausto Brizzi, nonostante i risultati tremendi di “Modalità aereo”; infine, tra i quattordici titoli annunciati, anche una nuova regia di Walter Veltroni, che stavolta, dopo il non proprio entusiasmante “C’è tempo”, porta sullo schermo il suo romanzo “Quando”, con Claudio Bisio che si risveglia dal coma, spaesato, 33 anni dopo i funerali di Berlinguer.
Anche per la stagione 2019-2020 Medusa punta solo e soltanto sulla commedia, declinata in vari modi, ma sostanzialmente siamo lì. Con la doppia eccezione rappresentata dall’horror psicologico “L’uomo del labirinto” di Donato Carrisi, starring Dustin Hoffman e Toni Servillo, e dall’impegnato anti-mafioso “Una femmina” di Francesco Costabile. La parola d’ordine è far ridere, o perlomeno sorridere; d’altro canto quella è la tendenza, se è vero che nella stagione uscente la casa cinematografica legata a Mediaset ha azzeccato il primo e il terzo posto, sul piano degli incassi dei film tricolori, con “Amici come prima” e “10 giorni senza mamma”, il che significa un settimo posto nella classifica generale delle società di distribuzione.
L’amministratore delegato Giampaolo Letta confida nel nuovo listino presentato oggi a Roma, e certo ha di che essere allegro. Si parla già di oltre 1.600 copie, anzi di “tutte le copie disponibili”, per “Tolo Tolo” di Zalone; il quale sta finendo in questi giorni le riprese segretissime. Pensate, nulla della trama e del cast viene rivelato, bisogna accontentarsi di una scritta nella quale si scherza sul “mal d’Africa”, del regista e degli spettatori, essendo la storia in massima parte ambientata nel Continente nero.
Introdotta da un breve omaggio al “maestro” Franco Zeffirelli, che girò i suoi due ultimi film proprio con Medusa, la chiacchierata è stata rapida e indolore. Qualche spezzone dei film sulla rampa di lancio, un trailer alquanto scombinato di Aldo, Giovanni e Giacomo che si sono rimessi insieme, giocoforza, per fare “Odio l’estate”, un estratto più ampio dedicato a “Sono solo fantasmi”, una storia di spettri napoletani diretta da Christian De Sica e da lui interpretata insieme a Gianmarco Tognazzi che fa il picchiatello e Carlo Buccirosso che parla in milanese.
Brizzi, messo sotto contratto dalla Casanova di Luca Barbareschi, adatta il suo romanzo “Se mi vuoi bene” col solito cast corale nel quale compaiono Claudio Bisio, Sergio Rubini, Flavio Insinna, Gianmarco Tognazzi e pure Memo Remigi; poi, parafrasando il celebre brano di Ivano Fossati “La mia banda suona il rock”, si prepara a una trasferta russa per girare “La mia banda suona il pop”, una storia tra nostalgica, picaresca e avventurosa con… Christian De Sica, Diego Abatantuono e Sergio Rubini.
I nomi sono un po’ sempre gli stessi, come avrete notato; e, state tranquilli, non mancherà nemmeno Fabio De Luigi già ingaggiato per un seguito di “10 giorni senza mamma”, il cui titolo recita “10 giorni con Babbo Natale”.
A conti fatti il titolo più curioso, almeno sulla carta, è quel “Tuttapposto” di Gianni Costantino che sembra ritagliato dalla cronaca recentissima, lo scandalo vergognoso dei concorsi universitari truccati e della “parentopoli” catanese; invece è stato pensato e girato prima che il caso esplodesse (Luca Zingaretti interpreta il rettore siciliano corrotto).
In tutto, come si diceva, 14 titoli, più un affettuoso omaggio a Carlo Vanzina, scomparso giusto un anno fa, l’8 luglio 2018, che Antonello Sarno sta mettendo a punto per dicembre.
Chiedono a Letta se lo soddisfano i risultati della campagna “Moviement. A cinema tutto l’anno” lanciata dall’Anica ma pagata generosamente dal Mibac. Dice: “Sono usciti parecchi film americani di spicco, loro hanno fatto la loro parte, bisogna riconoscerlo. Gli italiani, invece, hanno risposto pigramente e tardivamente. Forse anche perché gli autori non si sono voluti mettere in gioco, con l’eccezione di Bellocchio”. Ma Letta non è pessimista. “Ci vuole più tempo per cambiare le consuetudini degli italiani sul cinema d’estate. Sono certo che l’anno prossimo risponderanno meglio”.
Beata illusione.

Michele Anselmi

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