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“Zombieland” 10 anni dopo. C’è pure un certo Matteo che butta giù la torre di Pisa

L’angolo di Michele Anselmi 

Occhio ai titoli di testa e non alzatevi coi titoli di coda: “Zombieland. Doppio colpo” riserva varie sorprese birichine. Dieci anni dopo “Benvenuti a Zombieland” arriva il seguito, sempre firmato da Ruben Fleischer e con gli stessi quattro interpreti principali. Se allora la cine-parodia anticipò di pochi mesi l’arrivo in tv della serie “The Walking Dead”, ora il gioco si fa ancora più scoperto, esagerato, goliardico, e chissà se il riferimento a Bill Murray, che compare nel ruolo di un quasi sé stesso, non custodisca anche uno sfottò al già ilare “They Don’t Die” di Jim Jarmusch, dove però si bastonava l’America di Trump. Del resto l’universo purulento e sanguinario dei “morti viventi” è da sempre un pretesto per parlare d’altro, cine-metaforizzando il contagio all’insegna dello spettacolo a forti tinte.
In “Zombieland. Doppio colpo” il messaggio sociale/politico si attenua, preferendo gli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick buttarla sullo scherzo irriverente e beffardo che prende di mira, semmai, un certo patrimonio iconico della cultura statunitense. Elvis Presley, Terminator, la filosofia Peace & Love, Bob Dylan, la mitologia western e degli indiani d’America, il culto delle armi, il “doppio” che è in noi, eccetera… La zombie-commedia frulla tutto in una macedonia che non va per il sottile ma abbastanza diverte, benché ogni tanto sembra perdersi nelle trovatine grafiche (le famose “regole” numerate) e negli affondi demenziali.
Ritroviamo i quattro eroi, neanche troppo invecchiati. Sopravvissuti ai “morti viventi” che infestano il pianeta, Columbus, Tallahassee, Wichita e Little Rock si impossessano addirittura della Casa Bianca, ormai in mezzo al nulla, e vi impiantano la loro base operativa. Ma la convivenza non regge: in cerca di sesso, Little Rock scappa con un hippy frescone e schitarrante che si strafà di canne; la tosta Wichita respinge la proposta di matrimonio avanzata dall’amorevole Columbus, lesto a consolarsi con l’oca giuliva Madison incontrata nei paraggi; mentre il supermacho Tallahassee sogna di rimettersi in viaggio per visitare la mitica “Graceland” di Elvis Presly, giù a Memphis.
Nel frattempo gli zombie stanno evolvendosi: se gli “Homer” sono facili da eliminare, gli “Hawking” e i “Ninja” risultano scaltri e veloci, per non dire dei “T-800” che resistono anche al fatidico colpo in testa…
“Zombieland. Doppio colpo” procede per accumulazione: alcune situazioni sono spiritose, altre tirate per i capelli, in un clima generale che si nutre di riferimenti molto americani, non tutti facili da rendere in italiano. Woody Harrelson, Jesse Eisenberg, Emma Stone e Abigail Breslin replicano i personaggi del primo episodio con l’aria di chi si diverte un sacco a sparare (proiettili e cavolate); le new entry sono Zoey Deutch, Rosario Dawson, Avan Jogia, Luke Wilson; di Bill Murray s’è detto, Dan Aykroyd forse c’è ma io non l’ho riconosciuto.
Dettaglio curioso. A un certo punto scatta, alquanto insensata, una divagazione italiana, con un tal Matteo, naturalmente zombie ultima generazione, che butta giù addirittura la Torre di Pisa. Pare che al festival “Lucca Comics”, dove il film è stato presentato in anteprima, sia partito l’applauso entusiastico dei locali.

Michele Anselmi

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