L’ospite d’onore nella giornata di mercoledì 25 ottobre di Alice nella città, la sezione autonoma della Festa del cinema di Roma, è Nastassja Kinski, attrice e musa ispiratrice di molti registi. L’icona di stile ed eccellenza femminile incanta l’Auditorium Parco della Musica con un elegantissimo abito della collezione Gattinoni, indossato da Anna Magnani, durante il suo primo incontro con Marlon Brando. La sua presenza è fondamentale, in occasione di uno degli incontri WomenLands che promuovono donne con una posizione di rilievo nella società contemporanea. L’attrice rappresenta un simbolo di “donna controcorrente”, che lotta per l’inclusione e diritti civili, ispirando generazioni future di donne. Le viene consegnato il premio Women Excellence Award International da Lamberto Mancini, direttore della fondazione Expo 2030 Roma, che ha collaborato alla realizzazione di Womenlands. All’evento moderato dalle voci importanti di Fabia Bettini, direttrice di Alice nella Città, e Piera Detassis, presidente dei David di Donatello, l’attrice racconta i suoi legami con l’Italia, la sua vita a Roma e i registi e colleghi attori che le hanno segnato la carriera, con alcuni dei quali ha lavorato, altri semplicemente incrociato sul suo cammino. “Federico Fellini è un regista brillante che ci ricorda i sogni, senza i quali non saremmo completi”. E ancora: “Non ero solo un’attrice ma anche spettatrice”.
“È stato bello e fresco lavorare con la regista Lina Wertmuller, mi ha capito in un modo diverso che un uomo non può fare”.
Dalla bimba protagonista di “Falso Movimento” all’angelo di “Così lontani così vicini”, diretti da Wim Wenders, l’immagine dei suoi ruoli ha ricoperto un’intera epoca indimenticabile. L’attrice confessa di conservare a lungo termine un grado di affinità con i ruoli che le ricamano addosso. “Ammiro chi vive e pensa in modo positivo. Voglio fare solo ruoli positivi, perché è difficile uscire da un ruolo. Tutti i ruoli rimangono con me, sono in me”. Tra i tanti ruoli rimasti nel cuore, il personaggio di Tess e il racconto di una storia d’amore, del grande regista Roman Polanski, è il suo preferito.
“Dobbiamo trovare un modo per non odiare, cerchiamo di capirci anche se siamo diversi, vogliamo tutti la stessa cosa, la pace, così direbbe Anna Magnani. Immaginiamo che non ci siano paesi che si separano”, con un suono di voce flebile, timido, emozionato Nastassja commenta la tragedia internazionale della guerra in Israele e ammira giovani ragazze, come Greta Thunberg, che hanno il coraggio di prendere parola. “La canzone Imagine in questo momento è significativa per me, sento le parole nel cuore”. Si definisce “una persona del mondo”, anche se segnata da tre identità culturali diverse: originaria della Germania, lavora per anni in Italia e attualmente vive in America. Le sue parole genuine e semplici permettono di entrare nell’immaginario artistico della sua vita, dei suoi cinquant’anni di carriera e nei suoi pensieri.
Anastasia Mihai