Trent’anni dopo, la Trilogia dei colori: ‘’Trois couleurs : Bleu – Tre colori – Film blu’’, ‘’Trois couleurs : Blanc – Tre colori – Film bianco’’, ‘’Trois couleurs : Rouge – Tre colori – Film rosso’’ di Krzysztof Kieślowski, torna in sala in versione restaurata 4K.
I tre lungometraggi del compianto regista polacco, girati tra il 1993 e il 1994, traggono ispirazione dai tre colori della bandiera francese, blu, bianco, rosso, e dai tre ideali rivoluzionari che essa simboleggia: libertà, uguaglianza, fratellanza.
L’11 – 12 – 13 settembre è stata la volta di ‘’Trois couleurs : Bleu – Tre colori – Film blu’’ vincitore alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 1993 del Leone d’oro per il miglior film, della Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Juliette Binoche e del Premio Osella per la migliore fotografia. La narrazione segue le vicende di Julie, reduce da una tragedia che ha coinvolto la sua famiglia, trasferitasi a Parigi per cercare la libertà di emanciparsi dal passato.
Il secondo capitolo ‘’Trois couleurs : Blanc – Tre colori – Film bianco’’, – il più grottesco ed a tratti satirico dei tre lungometraggi – è in programmazione dal 9 all’11 ottobre. La pellicola si è aggiudicata nel 1994 l’Orso d’argento, gran premio della giuria al Festival di Berlino e vede come protagonista Karol Karol (Zbigniew Zamachowski), costretto al divorzio dalla moglie Dominique (Julie Delpy), il quale si ritrova clochard ma senza dimenticare l’amore per sua moglie né le umiliazioni subite.
L’ultima opera della tetralogia ‘’Trois couleurs : Rouge – Tre colori – Film rosso’’ (“miglior film in concorso a Cannes”, secondo Quentin Tarantino, che vincerà la Palma d’oro in quell’edizione nel 1994 con ‘’Pulp Fiction’’), è la storia di Valentine Dussaut (Irène Jacob), modella che vive a Ginevra, la quale incontra per caso Joseph Kern (Jean-Louis Trintignant), un giudice in pensione che spia le conversazioni telefoniche dei vicini.
‘’Trois couleurs : Rouge – Tre colori – Film rosso’’, come i suoi due predecessori, riflette sul libero arbitrio e sul ruolo beffardo del destino nelle nostre vite, temi, che rappresentano il leitmotiv delle opere di Kieślowski (autore tra gli altri della pellicola ‘’La doppia vita di Veronica’’ e di ‘’Decalogo’’ la serie di dieci mediometraggi dedicati ai dieci comandamenti) – un cinema armonioso, avvolgente, politicamente e filosoficamente impegnato – riconosciuto universalmente come uno dei più grandi interpreti della storia del cinema.
Giuseppe Annecchino