L’angolo di Michele Anselmi

Era scomparsa da anni all’attenzione dei mass-media, non si trovano interviste e fotografie recenti, perfino i due volumi su “L’avventurosa storia del cinema italiano” di Fofi-Faldini la nominano in tutto quattro volte, senza pubblicare suoi virgolettati. Lea Massari, al secolo Anna Maria Massatani, romana, morta a 92 anni qualche giorno fa, è stata davvero una diva discreta, di una bellezza quasi sbadata, poco esibita, con quel neo sulla fronte e le sue gambe flessuose, per certi versi simile ai ruoli che interpretò, da un certo punto in poi soprattutto in Francia (parlava bene la lingua e piaceva ai registi transalpini), essendo stata l’Italia non sempre generosa con lei.
Nella sua bella carriera internazionale ha lavorato con cineasti del calibro di Monicelli, Antonioni, Castellani, Risi, Bolognini, Leone, Saura, Cavalier, Zurlini, Sautet, Deville, Clément, Frankenheimer, Malle (chi non la ricorda in “Soffio al cuore”, dove era una mamma incestuosa?), Rosi, i fratelli Taviani, solo per dirne alcuni. Praticò volentieri anche la televisione popolare: difficile dimenticarla nei panni della “monaca di Monza” in una puntata dello sceneggiato “I promessi sposi” di Sandro Bolchi. All’inizio della sua carriera venne doppiata, come accadeva spesso nel cinema italiano, ma possedeva una splendida e duttile voce, capace di aderire ai personaggi immersi nei più diversi contesti sociali. Tra pochi giorni, il 30 giugno, avrebbe compiuto 92 anni.

Michele Anselmi