L`angolo di Michele Anselmi | Pubblicato su Il Riformista
C’è solo una scena memorabile in “Benvenuti al Nord”, uscito mercoledì in 800 copie nella speranza di replicare i 30 milioni di euro incassati a fine 2012 da “Benvenuti al Sud”. È un duetto spassoso, quasi surreale, tra gli anziani Erminia e Scapece, ovvero la meneghina Angela Finocchiaro e il cilentano Salvatore Misticone: parlando di calcoli renali si intendono benissimo, pur esprimendosi nei rispettivi dialetti a un passo dall’incomprensibile. Alla faccia dei pregiudizi e degli stereotipi, stanno facendo la loro personale Unità d’Italia.
D’accordo, spunta il leghista Teco Celio che sfotte i terroni rilanciando le beceraggini di Radio Padania; Paolo Rossi gioca a tratteggiare un fesso manager delle Poste che fa il verso a Marchionne nel piglio e nel pullover; le “rondinelle” con basco e divisa, sostenitrici della castrazione chimica, alludono alle ronde di quartiere contro i “negher”. Ma è satira inoffensiva, come le gag sul sushi e il sashimi, l’happy hour, il cane mastino napoletano con la maglietta interista, la riappacificazione finale tra gli alpini polentoni mentre cade magica la neve. Per la serie: «È bello pure ‘o Nord».
Non che lo spunto drammaturgico sia molto più originale: mollati dalle rispettive consorti, Alberto e Mattia, ovvero Claudio Bisio e Alessandro Siani, provano a godersi la libertà con esisti disastrosi. Specie per il milanese, che rispolvera il “Corsaro” Morini 125 e il “chiodo” giovanile illudendosi di rimorchiare sbarbine in quantità, salvo poi accorgersi di desiderare ancora la moglie salutista (sempre Angela Finocchiaro).
Nel sottofinale un po’ a spina di pesce, con citazione d’obbligo da “Totò, Peppino e la… malafemmina”, arrivano da Castellabate la moglie Valentina Lodovini, i buffi colleghi Giacomo Rizzo e Nando Paone, la mamma Nunzia Schiano, il ruspante Salvatore Misticone. Vestiti da inverno, scendono dal treno trascinandosi dietro una gigantesca moka; e naturalmente la Milano ordinata e sorridente che solcano, dove tutti portano il casco, le donne guidano i taxi e la gente è cordiale, sembrerà loro una “sceneggiata” organizzata da Mattia per smentire i noti luoghi comuni sulla freddezza nordica. Invece è tutto vero. Quando “La bella Gigogin” incontra “Funiculì Funiculà”.