Con Claudia Cardinale, al secolo Claude Joséphine Rose Cardinale, se ne va, a 87 anni, un’attrice che ha saputo attraversare i generi cinematografici più diversi. Una donna bella, bellissima, dalla vita sentimentale assai complicata, prima il produttore-tiranno Franco Cristaldi e poi il regista Pasquale Squitieri, pure vittima di uno stupro da giovane (dovette far passare il figlio per fratellino); un’interprete sensuale ma capace di non legarsi ad un cliché estetico nonostante il fisico prorompente e lo sguardo penetrante. Sembrerà strano con tutti i film importanti che ha fatto, da “Il bell’Antonio” a “Rocco e i suoi fratelli”, da “Il Gattopardo” a “La ragazza con la valigia”, da “8½” a “Nell’anno del Signore”, solo per dirne sei tra gli oltre 100, ma a me piace ricordarla nel giorno della sua morte per un western di Richard Brooks, “I professionisti”, del 1966, accanto a Lee Marvin, Burt Lancaster, Robert Ryan e Woody Strode. Qualcuno rammenterà, forse: era la donna vigorosa, scaltra e indipendente scappa
Michele Anselmi