L’angolo di Michele Anselmi
«Non è successo nulla»: è la frase ossessivamente ripetuta, troppo per non destare sospetti, in “Suspicious Minds”, strano e pregevole film italiano del 2023 che quasi nulla incassò nelle sale l’anno dopo e ora si può vedere su Paramount+ dal 5 luglio. L’ha scritto e diretto il romano Emiliano Corapi, oggi 54enne, al suo terzo lungometraggio, anche se Wikipedia fa risalire il copione ad Hailey DeDominicis.
Be’, a me pare una sorpresa: per l’intelaiatura drammatica, la scelta degli interpreti, la nitidezza dello sguardo sull’amore e il sesso. Mi pare solo incongruo il titolo in inglese, che riecheggia una celebre canzone di Elvis Presley, benché il film, poco meno di 90 minuti, usi in entrata e in uscita “Begin The End” dei Placebo.
Le menti sospettose in questione sono quattro. In una calda estate romana approdano in un moderno hotel di via Cavour, il Mediterraneo, due coppie di diversa età. I ventenni Daniele e Giulia vengono da Como, sono nella capitale per una breve vacanza: molto si amano e fanno sempre all’amore. I tardo-quarantenni Fabrizio ed Emilie vengono da Amsterdam, per riassaporare qualcosa della loro gioventù, forse recuperare un rapporto in crisi, lontani per qualche giorno dai figli rimasti in Olanda. I loro destini non dovrebbero incrociarsi, ma un black-out blocca per un’ora la cabina dell’ascensore con dentro Fabrizio e Giulia: c’è subito nervosismo tra i due, specie lei reagisce con un eccesso di rabbia, come se l’uomo, manager di una multinazionale spacciatosi per insegnante, le ricordasse qualcuno.
Il film è una sorta di “ronde” amarognola e spiazzante, animata con intelligenza da Corapi, in modo che, nell’andirivieni temporale, emergano via via pezzi di verità: su quanto successo nell’ascensore, appunto tra Fabrizio e Giulia, e fuori, nell’attesa dello sblocco, tra Daniele ed Emilie.
Viene da pensare a un episodio di “La mia signora”, 1964, diretto da Mauro Bolognini, con Alberto Sordi e Silvana Mangano, anche se lì l’inatteso tradimento di coppia era frutto di un ritardo all’aeroporto di Fiumicino; in “Suspicious Minds” invece il quartetto viene osservato da Corapi con sguardo da entomologo, tra echi da cinema francese, mezze confessioni, imbarazzi e seduzioni. «Un gioco stupido» che prende la mano a tutti, con effetti inattesi: una coppia sembra soccombere, forse involontariamente “vampirizzata” dall’altra.
Prodotto da World Video Production con Rai Cinema e Adler Entertainment, “Suspicious Minds” è di sicuro un film atipico nello stagnante panorama italiano, ed è un peccato che sia passato così inosservato. Magari l’arrivo su Paramount+, piattaforma certo non tra le più seguite, offrirà una seconda chance a questa indagine sui sentimenti, la gelosia e il sospetto.
Gli scorci romani non sono convenzionali (c’è anche una deviazione tra i “mostri” di Bomarzo), e i quattro interpreti, ben fotografati da Claudio Cofrancesco, risultato fisicamente credibili, vocalmente espressivi, capaci di esprimere caducità e resistenza dell’amore: sono Francesco Colella e Thekla Reuten (i maturi), Matteo Oscar Giuggioli e Amanda Campana (i giovani). Il mio consiglio è di farsi acchiappare.
Michele Anselmi