Che cos’è la diversità? A spiegarlo è una classe di adolescenti che, ricorrendo alle lezioni di Aristotele, riescono a fornire alla docente le loro risposte. Perché “Diversamente uguali” di Federica Ponnetti affronta proprio la tematica della diversità e del resto il titolo stesso del film riprende una riflessione finale degli studenti. L’opera è una docu-fiction quasi autobiografica, diretta da una madre di figli con dislessia e ADHD.

Nel film la regista riprende altri figli: racconta le storie di Lorenzo, Andrea e Gabriele che lavorano nella pizzeria, chiamata PizzAut e gestita da autistici, dove campeggia la scritta “Tu non sei normale. Il miglior complimento che mi abbiamo mai fatto”. Sono tre adolescenti: c’è chi studia cinema, chi suona la viola, chi legge e chi preferisce rimanere in piena solitudine. Sono abilissimi nelle loro passioni per poi ripetere per ben due volte un esame di cinema e passarlo soltanto con un misero diciotto. La loro vita, fatta principalmente di sogni, come i loro coetanei, si intreccia, in una osmosi perfetta, con i ritratti di altri ragazzi che, davanti ad una telecamera, sciorinano le loro insicurezze e debolezze, denudandosi nelle loro riflessioni.

In anteprima al Festival Internazionale del Documentario “Visioni dal Mondo”, il film affronta con semplicità e candore il tema delle diversità. Un tema di certo non nuovo nel cinema: chi non ricorda lo strepitoso e commovente Dustin Huffman nel celebre “Rain Man”? In questa diretta dalla Ponnetti, che è totalmente diversa, si affronta anche il tema dell’ accessibilità del film attraverso l’app MovieReading. Un inno alla vita.

Alessandra Alfonsi