Si dice che il primo amore non si scorda mai, se poi questo amore è anche un agente segreto, il ricordo è assicurato. Forse è per questo che, in “The Union”, disponibile su Netflix, un semplice operaio del New Jersey viene rintracciato dalla sua fiamma del liceo, interpretata dall’intramontabile superstar Halle Berry, per una missione di intelligence ad alto rischio. Per mettere in moto l’adrenalina, questa comedy action si apre con una sequenza d’azione mozzafiato ambientata nella splendida cornice di Trieste. Sin dalle prime scene, la città italiana diventa teatro di un gioco pericoloso tra spie, criminali e agenti segreti. Questo prologo, tutto tensione e azione, prepara lo spettatore a un classico thriller d’azione, alzando notevolmente le aspettative.
Dopo l’inizio frenetico, il film sorprende con un cambio di ambientazione radicale, trasportandoci improvvisamente nel cuore del New Jersey, con un’inquadratura quasi poetica che vede il protagonista Mike (interpretato da Mark Wahlberg) attraversare i ponti di acciaio sulle note di “Promised Land” di Bruce Springsteen. La scelta musicale, perfetta per il mood del film, ci catapulta in un’atmosfera del tutto diversa: quella del classico “sogno americano” non ancora realizzato.
Mike è l’operaio siderurgico per eccellenza, il tipico “working class hero” che il New Jersey ci ha abituato a immaginare grazie alle ballate di Springsteen. Il nome stesso – Mike – sembra una scelta ironica, quasi a voler incarnare l’archetipo dell’uomo comune. Lavora duramente di giorno, suda nelle fabbriche di acciaio, e la sera si rifugia nel pub, dove gli amici e le birre sono la sua unica distrazione dalla monotonia quotidiana.
La vita di Mike è ordinaria, priva di grandi svolte o drammi esistenziali, e questo è ciò che rende il personaggio così realistico. Siamo alle prese con un protagonista che non è un eroe tradizionale, ma un uomo qualunque, immerso nel ritmo ripetitivo e rassegnato della sua esistenza. La sua vita così statica, infatti, diventerà il terreno fertile per l’introduzione di un mistero che lo trascinerà in una spirale di eventi molto più grandi di lui, in giro per l’Europa. Un altro valido motivo per guardare “The Union” è la performance dei protagonisti; due attori, non più così giovani, ma sempre impeccabili.

Noemi Calderone