Per fortuna, l’orso più educato della Gran Bretagna è tornato proprio quando il mondo ha più che mai bisogno della sua dolcezza. Nel suo ultimo lungometraggio, “Paddington in Perù”, è perfetto come sempre, anche se la storia che lo circonda sente la mancanza di quel tocco magico, tipico di Paul King, regista dei primi due capitoli.
Infatti, King è stato sostituito da Douglas Wilson, che si è avvicinato alla saga con grande entusiasmo. È come se, quando King lasciò la residenza dei Brown, avesse lasciato anche una sorta di guida da seguire per i suoi successori. A suo merito, Wilson ha portato a termine un lavoro arduo. Sebbene il terzo capitolo non riesca a portare quella stessa freschezza dei precedenti, il suo “sapore” rimane comunque più ricco di qualsiasi altro film di famiglia live-action degli ultimi tempi.
Ci sono anche alcune novità nel cast, con interessanti new entry come Olivia Colman, Antonio Banderas e Carla Tous.
In questa nuova avventura, Paddington e la famiglia Brown si recano in Perù, nella casa di riposo per orsi, per incontrare zia Lucy, che però è misteriosamente sparita nell’Amazonia.
Quando si porta Paddington fuori dalla Gran Bretagna e lo si fa vivere un’avventura in un posto nuovo, un po’ di quella semplicità che rende speciali i suoi film sembra svanire. Nonostante questo, il personaggio resta intatto: è sempre Paddington, e la voce di Ben Whishaw è dolce e perfetta come sempre. Si potrebbe dire che si può portare Paddington fuori dalla Gran Bretagna, ma non si può certo togliere la Gran Bretagna a Paddington. Tuttavia, qualcosa nell’essenza del film cambia.
Paddington non è nuovo alle avventure, ma quello che rende questi film così affascinanti è vedere come il nostro piccolo orso reagisce a situazioni inaspettate, come essere arrestato. In Perù, però, non è più il protagonista della sua avventura. C’è un momento in cui interagisce con Hunter, il personaggio di Antonio Banderas, un cattivo simpatico e ben costruito, che porta un po’ di leggerezza con una battuta divertente sull’ossessione per l’oro. Ma, alla fine, è Hunter a guidare l’avventura, mentre Paddington diventa un po’ il “topolino cieco”: ignaro del complotto che si sta preparando contro di lui, concentrato solo sulla sua missione di trovare zia Lucy.
Nel complesso, il film si conferma coinvolgente e toccante, grazie ai valori senza tempo e al carattere incantevole di Paddington. È un connubio perfetto che riesce a mescolare momenti di divertimento e insegnamenti. Tale funzione educativa lo rende ideale e gradevole per tutta la famiglia.

Noemi Calderone