Può un talk show spingere ad uccidere? È stato il caso di The Jerry Springton show, uno dei programmi americani più famosi e controversi della storia. La miniserie “Jerry Springton: fights, camera, action” racconta, in un primo momento, l’evoluzione del suo successo, in un secondo momento, si concentra sugli aspetti più bui del programma. All’inizio il talk show non riscuote molto successo perché percepito noioso, quindi, per evitare la sua cancellazione dal palinsesto, si incarica come produttore esecutivo Richard Dominick. Sotto la sua guida il format cambia rotta e, mantenendo la struttura classica del talk show, presenta in ogni puntata solo ospiti protagonisti di storie che catturano l’attenzione del pubblico, come coniugi che confessano tradimenti, persone transgender, ma anche un uomo sposato con un cavallo. Ogni storia scaturisce in violenza fisica e verbale, ed è proprio questo l’elemento che fa salire gli ascolti. La maggior parte della società apprezza il prodotto, mentre una piccola percentuale lo demonizza in quanto contenuto che annichilisce e annienta la cultura. Il programma continua ad avere successo fino alla storia di Nancy e Ralf, due ex coniugi che partecipano perché lei vuole tentare di riconciliarsi con lui dopo una separazione a causa di atti violenti di Ralf. I due terminano la puntata come separati ma, dopo poche settimane, ricominciano a frequentarsi. Le violenze riprendono e i due si separano di nuovo, consensualmente. Quando Ralf vede in televisione la puntata a cui avevano partecipato si carica di rabbia e la uccide. Dopo il tragico evento si comincia ad ipotizzare una correlazione tra la violenza espressa e veicolata dal programma e l’omicidio di Nancy, e se Jerry e la produzione ne siano responsabili. Quindi i prodotti televisivi, così come quelli cinematografici e musicali, possono essere considerati mero intrattenimento? Sicuramente svolgono questa funzione, ma, non si può pensare che non abbiano un’eco sul pubblico, sarebbe una lettura troppo superficiale e, talvolta, una facile soluzione per esimersi da ogni responsabilità. Gli esseri umani, specialmente i più giovani, sono spugne e, in quanto tali, subiscono l’influenza di ogni stimolo ricevuto, forme di intrattenimento comprese. Il caso di Nancy e Ralf ne è la prova. Come si spiega l’influenza dello show sulla vita privata degli ospiti e del pubblico? Chi partecipa al programma è, in fin dei conti, una persona reale, con problemi emotivi reali, non si può pensare di proporli al pubblico, come mero svago, senza conseguenze. Guardare “Jerry Springton fights, camera, action” lascia lo spettatore con un importante interrogativo: esiste un limite invalicabile? Disponibile su Netflix.
Elena Leone