Ciao Stefano. Con queste due parole semplici e sincere è stato dato l’addio ad un amico del mondo del cinema. In particolare, di quello italiano. Dopo una lunga malattia è scomparso il giornalista Stefano Amadio, che aveva fondato Cinemaitaliano.info, il portale dedicato al cinema italiano. Premio Meccoli “Miglior Sito di Cinema” con ben oltre trecento mila visualizzazioni mensili.
Registi, noti e meno noti, finanziati dallo Stato italiano e indipendenti, avevano allo stesso modo uno spazio autorevole ed ampia visibilità sul portale. Nello stesso giorno si poteva così leggere una notizia sul Festival di Venezia così come sul Festival organizzato da una frazione sperduta di un Comune italiano altrettanto sperduto. Si poteva trovare l’intervista a Matteo Garrone o a Paolo Sorrentino come quella ad un regista sconosciuto, che solo per questo già festeggiava. Perché il cinema italiano che tu valorizzavi, Stefano, è questo: fatto di Maestri, Professori, allievi del Centro Sperimentale, ma anche di persone che realizzano cortometraggi per passione. Anche uno solo per poi tornare nel mondo dell’oblio.
Ma, all’unisono, come un caro amico che se ne va, perché proprio così eri tu, Stefano, tutto il mondo del cinema ti ha ricordato in modo commosso. Chi non ti conosceva personalmente, in questi giorni ti ha potuto conoscere grazie al ricordo di molti giornalisti cinematografici. Lo struggente articolo pubblicato su Bookmagazine.it intitolato proprio “La grande bellezza di un amico. Ciao Stefano” è stato condiviso da molti critici. Perché è difficile trovare il modo per scrivere in questi frangenti – ho avuto molte difficoltà anch’io che non sapevo nulla della tua malattia -. È impossibile avere quella lucidità per buttar giù qualche riga e gestire quella emozione che prende inevitabilmente il sopravvento. L’umanità che si recensisce quando si vede un film, più o meno ben fatto, più o meno rispettoso delle regole del linguaggio cinematografico, è, in fondo, anche questa.
Mi piacerebbe credere allora che questa notizia della tua scomparsa fosse una fake news, come si è soliti definirla. Uno scherzo goliardico come eri tu, laziale romano doc. Ironico e autoironico. Professionista e comico. Sempre gentile e disponibile, come quella volta che ti chiesi di essere accreditata al Maxxi per intervistare Michael Stipe dei REM.
Purtroppo non è uno scherzo. Allora “Ciao Stefano” e, come ti scrivevo quando ti mandavo gli articoli agli inizi della mia collaborazione con Cinema italiano.info, sempre Forza Lazio. Ciao Stefano, ci mancherai.
Alessandra Alfonsi