L’angolo di Michele Anselmi
Ci sono capitato per caso, richiamato solo dal nome di Brian Cox nel cast, e debbo dire che “The Independent” – Complotto per la Casa Bianca” è un film interessante, anche serrato, sia pure con un finale così così. Risale al 2022, è una produzione “Sky original” (lì lo trovate) e l’ha diretto la regista Amy Rice su una sceneggiatura di Evan Parter a lungo rimasta in un cassetto. All’incrocio tra giornalismo e politica, il film racconta i retroscena di una campagna elettorale piuttosto atipica: il presidente democratico uscente è in calo di consensi, la candidata repubblicana sembra in testa nei sondaggi, ma l’indipendente Nate Sterling, ex studente di Yale, ex medaglia d’oro olimpica e autore di best-seller, rischia di scompaginare tutto proponendosi appunto come il volto nuovo della politica americana dalla parte dei cittadini. Verso? Falso? L’uomo parla bene, galvanizza le masse, comincia a far paura ai due contendenti dalla consolidata esperienza politica.
E poi c’è Elisha “Eli” James, una tosta giornalista nera del “Washington Chronicle”, il quotidiano appena comperato da un affarista senza scrupoli che vuole tagliare i costi e pilotarne la linea politica. Lei ha fiuto, grinta, determinazione, nonostante un infortunio giornalistico che le costò il lavoro anni prima, ma il direttore, temendo di perdere il posto, non le dà retta. Il suo scoop? Qualcuno, probabilmente la repubblicana Patricia Turnbull, sta accumulando milioni di dollari per la campagna elettorale con una sofisticata frode contabile che toglie fondi alle scuole pubbliche americane attraverso una Lotteria.
“Eli” si ritrova sola e derisa, ma la star del giornale, il premio Pulitzer Nick Booker, anziano titolare di una temuta rubrica domenicale, sente che la giovane collega ha visto giusto. Sarò l’inizio di un curioso, pure tormentato, sodalizio professionale destinato a scoperchiare una verità inattesa.
«Segui i fatti fin dove ti conducono. E se non ti piace dove ti conducono vai avanti lo stesso»: questa la preziosa lezione che Booker impartisce a “Eli”, mentre s’infittiscono coincidenze e depistaggi, minacce e blandizie.
L’inglese Brian Cox, il patriarca di “Succession”, è davvero carismatico nel ruolo di Booker: così cinico e rassegnato, ma ancora sospinto da un refolo di dignità professionale; il muscoloso John Cena lascia i film d’azione per rendere il terzista Sterling, “l’uomo nuovo”; mentre Jodie Turner-Smith, l’ex modella che abbiamo appena visto nella miniserie “The Agency”, sfodera un notevole fisico del ruolo: fierezza, bellezza, capelli afro, timbro di voce.
Come va a finire? Un po’ all’americana, con la verità che trionfa sulle macerie di un giornalismo sottomesso al potere economico ma capace di redimersi e forse rifondarsi. Se siete interessati al tema, scegliete l’opzione in inglese coi sottotitoli: le voci originali dei due protagonisti, peraltro entrambi inglesi ma perfetti nel restituire l’accento americano, superano di gran lunga quelle del doppiaggio italiano.
Michele Anselmi