Microprocessore e coscienza cosa hanno in comune? Federico Faggin, fisico italiano, conosciuto in tutto il mondo per aver inventato il microprocessore, il touchpad e il touchscreen. Tutte invenzioni che hanno rivoluzionato la microtecnologia, determinandone una rapidissima evoluzione. “Federico Faggin l’uomo che vide il futuro” è un documentario Rai che vuole celebrare un’eccellenza italiana, raccontando il suo intero percorso di vita, fino ad ora. Da subito emerge, implicitamente, un tema molto attuale, specialmente per il nostro Paese: i cervelli in fuga. Con questa espressione si fa riferimento ai giovani che, trasferendosi in altri Paesi, diventano eccellenze nel loro ambito lavorativo. Questa realtà è un grave problema, sia a livello microscopico, perché comporta un forte impatto sulla vita personale del singolo, sia a livello macroscopico, perché comporta la perdita dell’opportunità, per il nostro Paese, di crescere economicamente, e di essere ancora più riconosciuto a livello mondiale. Infatti, Federico Faggin ha iniziato, e portato avanti, la sua intera carriera negli Stati Uniti d’America, che, storicamente, investono molto sulla ricerca, a differenza dell’Italia. Dopo aver dedicato decenni allo sviluppo tecnologico, Faggin ha vissuto un’esperienza, da lui chiamata “risveglio”, attraverso la quale ha compreso che l’essere umano è energia pura. Il fisico sostiene, quindi, che sia necessario studiare più approfonditamente la fisica quantistica, continuando a porsi interrogativi invece di accettare dogmaticamente le leggi scientifiche esistenti. Il documentario regala al pubblico alcuni spunti di riflessione interessanti riguardo il senso della vita e l’importanza dello sviluppo di un pensiero critico. Su questo ultimo aspetto il sistema scolastico italiano si dimostra d’aiuto perché insegna a ragionare, prevedendo lo studio di materie sia scientifiche sia umanistiche, e pretendendo dagli studenti un alto livello di competenze, specialmente se paragonato ad altri Paesi come gli Stati Uniti. “Federico Faggin l’uomo che vide il futuro” è un’occasione per riflettere su quanto tempo ed energie dedichiamo a pensieri ed azioni troppo terrene e ben poco spirituali, probabilmente perché eccessivamente inconsapevoli della nostra vera essenza e del reale senso della nostra vita.

Elena Leone