Dopo due lunghi anni di attesa, l’ex magistrato Nino Scotellaro torna a farci tremare con le sue azioni. La seconda stagione di “The Bad Guy”, dal 5 dicembre su Prime Video, riprende esattamente da dove avevamo lasciato il racconto, mantenendo il ritmo serrato e avvincente che aveva caratterizzato la prima stagione. Gli stessi protagonisti che ci hanno catturato fin dal primo episodio tornano in scena, accompagnati da qualche nuova, intrigante aggiunta.
Tra le novità spicca il personaggio interpretato da Stefano Accorsi, costruito con grande attenzione ai dettagli. La stagione offre anche evoluzioni di personaggi secondari che nella prima serie erano rimasti sullo sfondo, oltre a sorprendenti rivelazioni e colpi di scena. Se, nella prima stagione, abbiamo assistito alla creazione di una seconda vita per Antonino Scotellaro, in questa seconda parte, siamo spettatori di come utilizzerà quella nuova identità e se sarà mai in grado di recuperare la sua precedente vita. Scopriremo se riuscirà a mettere fine alla vita di Balduccio Remora e a tornare ad essere Nino Scotellaro.
Di certo, emergerà quanto Nino riesca a sentirsi a proprio agio nei panni di Balduccio, quanto riesca a incarnare le doti di un leader mafioso e a sfruttarle per raggiungere il suo obiettivo: l’arresto di Mariano Suro. Una cosa è chiara: il protagonista di questa seconda stagione sono al tempo stesso Nino e Balduccio, un dualismo che definisce profondamente il tutto, forse perché, “quando qualcuno odia troppo qualcosa, finisce per diventare proprio quella cosa”.
Tuttavia, qualcosa lo lega ancora al suo passato, impedendogli di completare la trasformazione in un boss mafioso: quel qualcosa è la giustizia. Paradossalmente, è stato proprio il suo odio viscerale verso la mafia, la sua ostinazione e determinazione a distruggerla, a trascinare il rigoroso Nino in quel mondo. Ma la domanda che ci poniamo durante ogni episodio è una sola: fino a che punto odia essere Balduccio? E quanto è ancora legato al suo senso di giustizia?
L’ultimo episodio della prima parte ci lascia con il tanto atteso confronto tra Scotellaro e Suro che finalmente avviene, ma non si sviluppa come ci saremmo aspettati. O forse sì? Dopo tutto, “i magistrati non uccidono i mafiosi. I magistrati li fanno arrestare”.
Nella seconda stagione, tutte le certezze che hanno spinto Scotellaro a perseguire la sua vendetta crollano progressivamente. Episodio dopo episodio, emergono le menzogne che lo hanno circondato e che lui stesso ha inconsapevolmente vissuto.
Al centro della trama c’è un oggetto misterioso che tutti cercano: l’archivio di Mariano Suro, temuto e idolatrato allo stesso tempo. C’è chi lo vuole per salvarsi, chi per difendere giustizia e ordine, e chi per distruggerlo. Nessuno conosce esattamente cosa sia, ma si sa che il suo contenuto potrebbe portare tanto male quanto bene. Questa caccia riflette il tema del doppio, della dualità che caratterizza l’essere umano: bene e male, integrità e criminalità, amore e giustizia.
Una cosa è certa: l’attenzione dello spettatore non cala mai. “The Bad Guy” è un crescendo di adrenalina, scoperte e coinvolgimento, sia emotivo che mentale. Fa sorgere domande profonde sul senso della giustizia, su cosa sia davvero giusto e su quanto il fine possa giustificare i mezzi.
Determinante per il successo della serie è senza dubbio la straordinaria interpretazione di Luigi Lo Cascio, che incarna magistralmente la complessità dell’essere umano e il vortice emotivo che anima un uomo fatto di giustizia, ma anche di cuore.
Il complesso lavoro dei registi Giuseppe G. Stasi e Giancarlo Fontana finisce con l’essere una delle produzioni italiane più riuscite.
Noemi Calderone