Vedi Napoli e poi sorridi. Perché dalla città passionale e teatrale di Eduardo De Filippo ci giunge una pellicola meravigliosa. Divertente e brillante, come da tempo non si vedeva nel cinema italiano. Al Festival di Cannes non è stata selezionata nessuna opera italiana, ma questo film è una testimonianza della vitalità di una parte almeno del nostro cinema.

“Era” di Vincenzo Marra è un affresco sulla famiglia italiana e, in generale, sulla società attuale: sempre più precaria, anziana e travagliata. Ma mai dormiente e indomita. Protagonista è Lina, una splendida ottantenne, come direbbe Nanni Moretti: una mamma napoletana di tre figli che non vuole trascorrere il resto del suo tempo in un ospizio, ma rimanere nella sua abitazione. E fin qui tutto bene. Poi le sue condizioni di salute peggiorano e i tre figli – un prete, una figlia tradita dal marito e un laureato depresso, con maggiori problemi economici e psicologici della mamma – sono costretti a trovarle una badante.

A rendere fresca e vivace la pellicola è l’ottima recitazione dei personaggi e la sceneggiatura dal piglio ironico. Il film, infatti, è pieno di colpi di scena – come quella della badante che finge di non conoscere l’italiano per poi parlare improvvisamente in napoletano o le battute del tipo “Sei senza cuore”, “Mi vado a fare ‘o trapianto”.

Viva Napoli, allora.

Alessandra Alfonsi