L’angolo di Michele Anselmi
Doveva molto se non tutto a quel ruolo in “Love Story”, del 1970. Tuttavia Ryan O’Neal, morto a 82 anni, essendo nato a Los Angeles nel 1941, è stato un attore più versatile e interessante di quanto in tanti magari abbiamo pensato. Era bello, biondo, ma anche ambiguo e tormentato. Basterebbe dare una scorsa alla sua ricca cinematografia, dove compaiono titoli come “Uomini selvaggi” di Blake Edwards, “Ma papà ti manda sola?”, “Paper Moon” e “Vecchia America” di Peter Bogdanovich, “Driver l’imprendibile” di Walter Hill, naturalmente “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick, “Infedeli per sempre” di Paul Mazursky. L’ultima sua apparizione in “Kinght of Cups” di Terrence Malick, nel 2015. Ha avuto quattro figli e una vita sentimentale tempestosa: ricorderete la storia d’amore con Farrah Fawcett che scaldò il mondo del gossip; e nel 2008 finì addirittura in carcere per detenzione di stupefacenti. Di sicuro, nella vita vera, non assomigliava a Oliver Barrett IV di “Love Story” (qui il trailer in inglese).
Michele Anselmi