Con “Joy – The birth of IVF”, Ben Taylor ci porta nel cuore pulsante di una rivoluzione scientifica che ha cambiato per sempre la concezione della vita: la nascita della fecondazione in vitro. Disponibile su Netflix dal 22 novembre 2024, il film non si limita a ripercorrere la cronaca di questa straordinaria scoperta, ma si addentra nei lati più vulnerabili e affascinanti dei suoi protagonisti, offrendo una narrazione che intreccia il progresso con le emozioni. Ambientato tra i laboratori e le campagne inglesi degli anni ’60 e ’70, il film segue le vicende di Jean Purdy (Thomasin McKenzie), un’infermiera e embriologa dalla mente brillante e dal cuore fragile. Al fianco del biologo Robert Edwards (James Norton) e del chirurgo Patrick Steptoe (Bill Nighy), Jean diventa parte di un’impresa scientifica che sfida non solo le leggi della natura, ma anche i rigidi confini morali e culturali dell’epoca. La sceneggiatura tratteggia un viaggio denso di ostacoli: fallimenti, scetticismo e i pregiudizi si alternano a momenti di intuizione e meraviglia, dipingendo un quadro autentico delle fatiche e delle gioie di chi, contro ogni probabilità, ha reso possibile l’impossibile. Louise Joy Brown, la prima bambina concepita attraverso la fecondazione in vitro, è il frutto di questa lotta visionaria, ma il film sceglie di concentrarsi sulle persone dietro l’impresa, dando voce soprattutto a chi, come Jean Purdy, è rimasto troppo a lungo nell’ombra. Jean Purdy non è solo una collaboratrice, è il collante umano e professionale che tiene uniti i suoi colleghi, affrontando con coraggio un mondo accademico ostile alle donne. Thomasin McKenzie restituisce a Jean una vulnerabilità carica di forza: i suoi dubbi, le sue convinzioni religiose e il peso del giudizio sociale convivono con una determinazione incrollabile, che la rende il simbolo di un cambiamento culturale oltre che medico. Il film non la dipinge come un’eroina senza macchia, ma come una donna reale, complessa e profondamente umana. Oltre alla sua dimensione storica, “Joy – The birth of IVF” invita a riflettere su questioni ancora attuali. Come affrontiamo i limiti del progresso? Qual è il prezzo dell’innovazione? E quanto valore diamo, davvero, alla maternità come scelta e diritto? Il film non offre risposte semplici, ma pone domande che risuonano nel presente, in un’epoca in cui il progresso tecnologico continua a mettere alla prova i nostri valori. E nel farlo, restituisce dignità e umanità a un tema spesso trattato come una mera questione tecnica.

Lisa Napoleone