La Mostra di Michele Anselmi | 22
In ogni festival che si rispetti arriva sempre il momento della “mattonata cinese” (non perché cinese, perché mattonata). È il caso di “Nühai”, ovvero “Girl”, opera prima dell’attrice taiwanese Shu Qi accolta oggi in concorso alla Mostra. Dura due ore e passa, è programmaticamente “d’autore”, ogni sequenza mette a dura prova la pazienza dello spettatore, però, riconosco, parecchio cresce il film nella seconda parte. Volendo, è una variazione sul tema di “C’è ancora domani”, ma non siamo negli anni Quaranta e non ci sono referendum cruciali.
Taipei fine anni Ottanta, con qualcosa di autobiografico che riguarda la regista. La timida e silenziosa Xsiao-Li fa una vita d’inferno nella misera casa in cima a una scala dove abita insieme alla sorellina, il padre meccanico e la madre parrucchiera. «Sei sempre imbronciata» la rimprovera la mamma, la quale passa ogni giorno i suoi guai col marito manesco, alcolista e stupratore. C’è pure poco da mangiare per le due bambine, una delle quali, appunto Xsiao-Li, dorme chiusa in un porta-abiti di stoffa temendo le attenzioni del padre (o forse sono solo incubi).
Lunghe passeggiate, scenate, patriarcato, violenze, povertà, una vita ridotta al lumicino, scandita dalla paura. Per fortuna la ragazzina, ormai passiva e incapace di reagire agli eventi casalinghi, viene proiettata in un mondo diverso, più reattivo e divertente, grazie all’incontro con una compagna di classe piuttosto scafata e molto carina, Li-Li. Le due fanno sega a scuola, si vestono per piacere a tre ragazzi in motorino, vivono una specie d’avventura in campagna. Al ritorno a casa Xsiao-Li sarà spedita per punizione dagli zii, mentre il padre ubriaco sta per sfracellarsi guidando la moto sotto la pioggia. Cinque anni dopo, ormai cresciuta, lei è un’altra donna, una promettente tennista in jeans e con nuovo taglio di capelli, ma l’incontro con la madre sarà egualmente sofferto.
«Voi siete tutte mie. Non potete scappare» urla il padre-padrone durante una delle tante scenate mattutine. Verrebbe voglia d’accopparlo e speri che moglie e figlie passino all’opera. Purtroppo succede solo nei film. Non in questo. Che comunque da noi uscirà distribuito a I Wonder Pictures.
Michele Anselmi