Tensione, azione e dramma psicologico condensati in un thriller ambientato tra le fiamme dei paesaggi del Montana. “Quelli che mi vogliono morto” (2021) di Taylor Sheridan costruisce una storia che intreccia più linee narrative parallele: da una parte Hannah (Angelina Jolie), una smokejumper segnata dal trauma di una missione finita tragicamente; dall’altra il giovane Connor (Fin Little), costretto a fuggire dopo aver assistito all’omicidio del padre Owen (Jack Blackwell); infine i due sicari incaricati di eliminare ogni prova che possa compromettere Arthur Philipp, un potente criminale.
Il cuore del film, tratto dal romanzo di Michael Koryta, è proprio il rapporto che nasce tra Hannah e Connor. Angelina Jolie interpreta un’eroina diversa rispetto ai ruoli d’azione più spettacolari a cui ci ha abituati: qui il suo personaggio è fragile, tormentato dai sensi di colpa e alla ricerca di una possibilità di redenzione. Accanto a lei, il giovane Fin Little riesce a dare credibilità e intensità a Connor, rendendo convincente la dinamica di sopravvivenza che si crea tra i due.
Sheridan punta su un cinema d’azione essenziale e diretto, caratterizzato da una narrazione lineare e una durata contenuta, il ritmo resta teso senza troppe deviazioni. Le sequenze ambientate tra i boschi in fiamme sono suggestive e il fuoco diventa un pericolo concreto e una metafora della distruzione che travolge tutti i personaggi.
Nonostante ciò, il film mostra anche alcuni limiti. La sceneggiatura procede in modo piuttosto semplice, a tratti superficiale e alcuni personaggi secondari restano poco approfonditi, soprattutto i killer interpretati da Nicholas Hoult e Aidan Gillen, che avrebbero potuto avere maggiore spessore. Sarebbe stato interessante capire le motivazioni dietro i numerosi omicidi di cui sono responsabili e di conseguenza che tipo di informazioni custodiva Owen.
Nel complesso, il thriller risulta essere solido e coinvolgente, sostenuto da una buona atmosfera e da interpretazioni convincenti, in particolare quella di Angelina Jolie e di Jon Bernthal, che riesce a dare umanità anche a un ruolo secondario. Pur non essendo una pellicola memorabile, il film conserva il fascino di un racconto di sopravvivenza, costruito sulla tensione crescente e su un finale spettacolare dominato dalle fiamme.

Clara Chiusuri