L’angolo di Michele Anselmi
«La calma ripulisce il casino» teorizza Ulysses, lo sceriffo ad interim che deve sostituire per otto settimane il titolare Ganderson, morto congelato mentre andava a pesca. Quasi sessantenne, con baffo e saggezza olimpica, l’uomo venuto da fuori vuole lasciare la cittadina di 1.890 abitanti, nel cuore del nevoso Minnesota, esattamente come l’ha trovata; ma noi sappiamo, dall’incipit giapponese in chiave Yakuza, anticipato dalle note di “Paranoid” dei Black Sabbath, che a Normal lo straniero non troverà un liliale paradiso di provincia.
Bisogna aver visto “Io sono nessuno” e “Io sono nessuno 2” per apprezzare “Normal”, da oggi giovedì 17 nelle sale, nel senso che tutto ruota intorno all’attore Bob Odenkirk, che nasce comico e in questi ultimi anni, specie dopo le serie “Fargo” e “Breaking Bad”, ha saputo trasformarsi in un bizzarro divo di film d’azione, tendenti allo splatter comico.
L’ex “revisore” della Cia con famigliola, protagonista di quei due film fortunati che trovate su Netflix, qui cambia abito, ma è un po’ sempre lo stesso: l’uomo mite e accomodante, certo arguto osservatore, un po’ filosofo, che non vorrebbe guai, tanto meno ammazzare, e invece si ritrova nel centro del mirino.
Naturalmente c’è qualcosa dei fratelli Coen, sul piano dello spiritaccio burlone, nella regia che l’inglese Ben Wheatley cuce addosso a Odenkirk, appunto il poliziotto onesto e intristito (la moglie da anni non risponde ai suoi messaggi telefonici) che annusa subito puzza di bruciato nella cittadina tranquilla e ordinata, dove tutti sono gioviali, pure assai armati. Il sindaco, incarnato da Henry Winkler che fu “Fonzie” da giovane, pensa che Ulysses sia l’uomo perfetto, un po’ fessacchiotto e distratto, per continuare a fare affari con la Yakuza nipponica. E invece…
Per buona metà “Normal” è insinuante e ben scritto, pieno di annotazioni argute e dialoghi brillanti, poi comincia la mattanza alla John Wick e tutto diventa noioso, ripetuto, pleonastico, almeno ai miei occhi. Ma l’epilogo, ambientato alcuni mesi dopo, rivela una toccante sorpresa. Odenkirk, oggi 63enne, sembra divertirsi a interpretare questi ruoli, a prima vista incompatibili con il suo viso e il suo fisico. Ma è proprio il contrasto a renderlo un atipico “action hero”.
Michele Anselmi