L’angolo di Michele Anselmi
Un bel film d’amore come non se ne fanno più o quasi. Passato in concorso a Venezia 2023 col titolo, decisamente migliore, “Hors-saison”, ovvero fuori stagione, arriva ora nelle sale per Natale, da lunedì 23 dicembre, targato I Wonder Pictures, “Le occasioni dell’amore” di Stéphane Brizé. Regista francese di film tosti come “La legge del mercato” e “In guerra”, insomma di forte impronta sociale e duro realismo, il 58 enne Brizé si prende qui una vacanza da quello stile inconfondibile per girare una storia un po’ alla Lelouch, con una punta di Sautet: tanta musica a mo’ di tappeto sonoro, passeggiate in una suggestiva località di mare fuori stagione, tra il pulviscolo delle onde e la nebbia che incombe, la malinconia diffusa.
Mathieu, ovvero Guillaume Canet, è una cinquantenne star del cinema che si rintana in un albergo esclusivo sul mare, con spa acclusa, per chiarirsi le idee. Per viltà ha appena mollato prima del debutto un atteso spettacolo teatrale, non si sente capito dalla pragmatica moglie che conduce un tg, sente su di sé un senso di completa irresolutezza, di crescente depressione. La talassoterapia è solo un pretesto per ricentrarsi un po’; ma il caso vuole che da quelle parti sia andata ad abitare Alice, ovvero Alba Rohrwacher, una pianista italiana in fuga proprio da lui dopo una tempestosa love-story finita tre lustri prima.
La donna, gentile e laconica, ha sposato un uomo che le ha dato una figlia di quindici anni, e tuttavia si fa viva con Mathieu, per un saluto. S’intende che non sarà semplice gestire quell’incontro, tra rancori e rimpianti, silenzi e confessioni, mentre la passione sembra risbocciare tra i due. Ma avrà senso assecondare?
“Le occasioni dell’amore” è un film tra romantico e meditabondo, un po’ all’antica, con qualche affondo da commedia, fitto di divagazioni: la confessione video di una signora 78enne scopertasi lesbica e pronta a sposare una coetanea; un’estenuante esibizione di fischiatori capaci di restituire tutti i versi degli uccelli; il tira e molla degli amanti quando non sanno come dirsi di nuovo addio. Appunto “les choses de la vie”, per dirla con Sautet.
Canet e Rohrwacher appaiono ben assortiti, anche fisicamente, ed è un piacere sentirli parlare in francese nella versione originale. «Mi sono scavata una buca da sola» confessa a un certo punto Alice, che pure dovrebbe sentirsi appagata; e certo Mathieu, ricco e famoso, si lamenta un po’ troppo di come gli vanno le cose. Ma sennò che strettoie dell’esistenza sarebbero?
Nel caso non l’aveste riconosciuto, Canet è lo stesso attore che incarna il rassegnato, pingue e vinto Luigi XVI in “Le déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta” di Gianluca Jodice, film che consiglio comunque di andare a vedere, sempre che sia ancora in qualche sala italiana.
Michele Anselmi