Immerso in un’ambientazione che richiama i toni della guerra fredda, l’anime “Spy x Family Code: White” ci porta nel mondo di Westania e Ostania, due blocchi geopolitici in lotta per il dominio. Loid Forger, una talentuosa spia, si infiltra nel territorio di Ostania per portare a termine l’Operation Strix. Una missione che richiede la formazione di una famiglia fittizia per agevolare la sua infiltrazione nell’esclusivo Eden College, frequentato dai figli di un potente leader del partito militarista. La famiglia creata da Loid è composta dalla “moglie” Yor, un’abile sicario, la figlia adottiva Anya, dotata di capacità telepatiche, e il cane Bond, che in seguito ad un esperimento può vedere il futuro. Ognuno dei membri della famiglia nasconde la propria identità agli altri, Anya, con la sua telepatia, è l’unica ad esserne a conoscenza, e si fa carico di questo fragile equilibrio, per paura di dover tornare all’orfanotrofio in caso le loro coperture dovessero essere saltare.
Diretto da Takashi Katagiri e basato sul manga di Tatsuya Endo, “Spy x Family Code: White” è arrivato nelle sale cinematografiche italiane per deliziare tutti gli appassionati di anime d’azione: una componente apprezzabile del film è sicuramente l’introduzione, breve e concisa, che rinfresca la memoria ai fan e spiega il contesto a chi è nuovo. Inoltre, evita spoiler, permettendo a chi ancora non ha visto la serie di godersela appieno.
“Spy x Family” è un film shōnen atipico: nonostante si tratti di un genere tradizionalmente pensato per un pubblico maschile, dove le scene di azione assumono un ruolo di rilevanza, si distingue per una forte componente comica e romantica, caratterizzata da una leggerezza che difficilmente si può trovare all’interno di questo filone. Questa sua caratteristica permette l’avvicinamento ai film d’azione di nuovi target: le famiglie e i bambini. I genitori possono facilmente ritrovarsi nelle difficoltà di Loid e Yor, due individui forse inappropriati per questo ruolo, ma che ci mettono tutto il loro impegno. Mentre i più piccoli possono ritrovarsi nel personaggio di Anya, una bambina dolce, spensierata e un po’ pasticciona. Anche la comicità utilizzata varia in base ai personaggi, passando da sottile e sofisticata per gli adulti, ad una più infantile per Anya e Bond.
Inoltre, il film possiede tutte le caratteristiche per eccellenza della commedia degli equivoci: Anya mangia per sbaglio dei cioccolatini contenti dei dati segreti, mentre Yor interpreta come segni di un tradimento i comportamenti di Loid, finendo per assumere atteggiamenti ridicoli. Si tratta di situazioni strampalate, tipiche degli anime e dei manga, che rendono il film coinvolgente e scorrevole.
Le animazioni sono impeccabili, con movimenti fluidi che catturano lo spettatore. L’ambientazione invernale dona un’atmosfera accogliente, mentre i colori vivaci portano leggerezza nel cuore di chi guarda. Il doppiaggio italiano, sebbene ben eseguito, fa perdere spessore ai personaggi che in lingua originale hanno delle battute caratteristiche, come l’espressione “waku waku”, pronunciata da Anya per esprimere il suo entusiasmo in situazioni rischiose. Nonostante questa piccola mancanza, “Spy x Family” non ha deluso le aspettative degli spettatori irrompendo sul grande schermo nel migliore dei modi.
Francesca Ganzinelli