“L’amore giace sanguinante”: il titolo stesso sarebbe sufficiente per cogliere l’essenza di questa avvincente pellicola. La regista britannica Rose Glass seduce il pubblico con il suo secondo lungometraggio, un sexy thriller che vede due donne forti, determinate ed eclettiche animare le vicende in una città desolata, ma ricca di insidie.
Kristen Stuart torna sul grande schermo con un crime thriller tanto ambizioso quanto turbolento, violento e passionale, offrendo forse una delle sue migliori performance. Con un look trasandato e androgino, interpreta Lou, una donna solitaria e diffidente, figlia di un pericoloso trafficante d’armi, coinvolto in numerosi crimini. Durante le monotone giornate nella palestra in cui lavora, Lou incontra l’ambiziosa culturista Jackie (interpretata da Katy O’Brian), diretta a Las Vegas per inseguire il suo sogno. Il rapporto tra le due, iniziato come una semplice storia d’amore, si trasforma presto in un vortice di violenza, che svelerà la tragica natura criminale della famiglia di Lou.
Nonostante la forte centralità della femminilità, entrambi i personaggi sono rappresentati attraverso elementi e stereotipi tipicamente maschili: Jackie usa la sua imponente stazza muscolosa come una corazza intimidatoria, mentre Lou guida il suo van in canotta bianca attraverso le strade di una cittadina sperduta del New Mexico, offrendo un classico richiamo al tipico uomo del West.
Nel complesso “Love Lies Bleeding” è un intimo racconto del desiderio di ognuno di scappare dal proprio luogo di appartenenza. Che sia un luogo fisico o psicologico, ogni personaggio di questa storia sta cercando, in qualche modo, di contrastare la consapevolezza di essere infelice, e di colmare il vuoto dell’insoddisfazione.
Numerose sono le interpretazioni che si possono tentare, come numerosi sono i generi mescolati nel film; iniziato come una storia d’amore, gradualmente si trasforma in un noir avvincente, per poi sfociare in una black comedy e, infine, diventare un monster-movie. La protagonista subisce una mutazione che rispecchia questa evoluzione, rendendo il racconto sempre più intrigante e sorprendente.
La capacità di mescolare generi diversi può davvero arricchire una narrazione, portando lo spettatore a vivere emozioni contrastanti e suggerendo una profonda evoluzione del personaggio e delle tematiche affrontate. Questa transizione potrebbe riflettere una lotta interiore o un’esplorazione di identità, mostrando come le esperienze possono trasformare una persona in modi inaspettati.

Noemi Calderone