Divinità simbolo di saggezza e forza interiore, Hanuman è un personaggio della mitologia induista che ha consacrato la sua vita alla lotta contro il male. La sua reincarnazione moderna, però, ha il volto di un uomo che non aveva alcuna intenzione di diventare un’emblema: Kid bramava solo vendetta.
“Monkey Man” racconta della sete vendicativa di Kid (interpretato da un Dev Patel impegnato in un ruolo che gli calza a pennello, nonostante non fossimo abituati a vederlo in questo tipo di vesti) che in tenera età assiste al massacro di tutti gli abitanti del suo villaggio, compresa sua madre. L’atroce ordine arriva da Baba Shakti, un avido sciamano che vuole acquisire quelle terre e la cui spalla destra è Rana Singh, il corrotto capo della polizia.
In una Gotham indiana, violenta, meschina e dove tutto è concesso, Kid, aiutato da una comunità trans che lo addestra e gli dà uno scopo, decide però ad un certo punto di abbandonare la strada della vendetta meramente personale e diventa un giustiziere, un simbolo di riscatto per un’intera popolazione oppressa dai potenti, quella piccola speranza, o meglio, quella piccola fiamma che anche da sola può incendiare il mondo; quel nessuno che, con una resistenza quasi religiosa, diventa tutto. Quell’uomo scimmia (Monkey Man, appunto) in grado di sfidare anche gli dèi.
La pellicola ha un ritmo sfrenato, inquadrature sghembe, acrobazie ben studiate. palesemente figlie dei predecessori di questo genere (John Wick viene anche apertamente citato). Patel mostra la verve e lo stile di qualcuno che sembra aver passato molto tempo dietro la macchina da presa, invece non solo questo film segna il suo debutto alla regia, ma, considerando anche le numerose difficoltà affrontate durante le riprese (l’isolamento su un’isola in Indonesia causato dell’arrivo del Covid e la conseguente mancanza di mezzi ed uomini, la rottura di una mano e l’assenza di un vero produttore per molto tempo), l’attore riesce anche ad alzare l’asticella per tutti i successivi prodotti.
Nonostante non vi sia nulla di innovativo e le difficoltà riscontrate siano in qualche scena evidenti, questo è un action ben riuscito, un bel connubio di pugni e coscienza sociale che ti fa venir voglia di imparare le arti marziali e difendere chi ne ha più bisogno. Bravo. Al cinema dal 4 aprile.

Camilla Golia