Il 18 ottobre 2023, presso l’Auditorium Conciliazione, Alice nella Città ha aperto la sua selezione con il film “How to Have Sex”, diretto da Molly Manning Walker, che era presente alla proiezione insieme alla protagonista Mia McKenna Bruce. Un film che parla di donne, delle donne della nostra generazione.
In una moderna Creta fatta di luci, locali, mare, alcol, una sfrenata ricerca di divertimento agita coloro che sono venuti lì in vacanza, come le tre amiche su cui la storia si focalizza. Il film ci raffigura un mondo fatto di ritmi frenetici, incalzanti, in cui si cerca di vivere con il massimo delle energie ogni singolo momento, un mondo fatto di tempi di attesa sempre più rapidi, in cui si vuole tutto e subito.
La regista ha saputo disegnare con assoluta concretezza una realtà di oggi tanto triste quanto vera: in un’età di mezzo delicata come quella della protagonista, si sentono fortemente le influenze degli altri, le pressioni sociali, e capita di lasciarsi quasi trascinare in cose che non siamo poi così sicuri o consapevoli di voler fare. Il peso dell’avere esperienze e fare quasi “a gara” può per molti essere preso come un gioco, ma per altri può instaurarsi una vera competizione mentale, o far nascere dei veri sentimenti di angoscia.
Il film entra con delicatezza nei pensieri di Tara (Mia McKenna Bruce), nei suoi dubbi, e nelle sue paure, nelle sue domande, soprattutto attraverso i suoi sguardi, attraverso i suoi sorrisi spenti. L’atto che la ragazza sembra voler compiere in spiaggia con un ragazzo conosciuto in vacanza nasconde in realtà un profondo disagio, un consenso assente, che non viene assolutamente colto da lui. Nessuno poi si interessa al suo reale stato d’animo, ma solo alla superficialità del rapporto, rendendo ancora più problematico per Tara lanciare un grido di aiuto, esternare il suo disagio.
Mia McKenna Bruce ha saputo interpretare la confusione, l’inconsapevolezza di una ragazza che con fatica e disgusto è costretta a convivere con il ricordo di quel momento, un momento significativo della vita di molte donne, un momento di cui però non c’è alcun ricordo positivo. Dopo quel momento, l’attrice si spegne, e si trascina con fatica negli ultimi giorni di quella che avrebbe dovuto essere una vacanza tra amiche.
L’atto finale, ancor più estremo, è poi una cruda rappresentazione dell’odierna volontà di predominanza fisica e mentale da parte dell’uomo nei confronti della donna. Sono pochi secondi, ma che ci sparano davanti tutto il dolore, lo sconvolgimento e il trauma perenne che può far vivere. È un silenzio, quello di Molly, il riflesso di un grido interiore disperato e agghiacciante.
Esistono tanti tipi di violenza, alcuni sono talmente sottili che nemmeno ce ne accorgiamo e nemmeno ce ne rendiamo conto. Ma è sorprendente come nessuno attorno a lei si sia accorto della sua espressione, del modo in cui cercava di non parlare dell’argomento, quasi come se volesse nasconderlo, nemmeno quelle che avrebbero dovuto essere le sue amiche notano nulla. Solo prima di ripartire, Tara parla all’amica, e l’inquadratura non riprende il suo volto direttamente, ma attraverso uno specchio, attraverso il suo riflesso, come se volessero creare una sorta di distacco da ciò che aveva subito, come se fosse una parte di sé a cui deve guardare ma che non le appartiene.
Giulia Pace