È ancora utile Marx e la sua analisi sulla classe operaia e sull’alienazione? Dalla Francia rivoluzionaria, da sempre attenta al mondo dei lavoratori, ci giunge proprio un film marxista sulla classe operaia, che non va in Paradiso, ma agli Inferi nei cantieri. Un film che si mostra come una variante visiva di quei “Manoscritti economico-filosofici del 1844”. Per nulla, dunque, anacronistici.

In concorso nella sezione Orizzonti all’ultima edizione della Mostra del cinema di Venezia, “Gran Ciel”, diretto da Akihiro Hata, è un film drammatico per nulla divertente. Non una commedia amara alla Monicelli come “La Rieducazione”, girata interamente tra i cantieri – e un po’ a casa mia, dove interpreto la moglie depressa del principale. Ma un racconto lento – a tratti anche noioso – dicotomico e tutto incentrato sul baratro vissuto dagli operai in un cantiere.

Un film tuttavia importante perché attraverso la storia di Vincent denuncia lo sfruttamento della classe operaia ribadendo l’importanza della sicurezza sul posto di lavoro. Marxista anche in senso dicotomico: da un lato c’è infatti la realizzazione di un quartiere rivoluzionario, ecologico ed innovativo. Dall’altra lo sfruttamento della classe operaia, costretta a turni massacranti di lavoro. Un’antitesi marxista sul mondo del lavoro.

Alessandra Alfonsi