La Mostra di Michele Anselmi | 12
El Paraíso è una cittadina nel nord della Colombia. Ed è qui che Julio, partendo da Fiumicino, vuole arrivare ad ogni costo: per compiere un gesto misericordioso che riguarda la madre. Strano film, questo di Enrico Maria Artale, appunto “El Paraíso”, passato ieri nella sezione Orizzonti. L’ambientazione è marginale, appunto Fiumicino e dintorni, e certo non si parla di persone commendevoli, rassicuranti.
Il Julio in questione è un quarantenne alto, spiegazzato, grosso e taciturno, gran frequentatore di puttane, senza amori e stimoli: vive con la madre colombiana trasferitasi in Italia tanti anni prima, forse ancora senza documenti. Il loro rapporto è simbiotico, sin troppo stretto, nel senso che l’uomo è quasi soffocato dal carattere imperioso della donna. Entrambi sono nel giro della droga che arriva dalla Colombia, nascosto nelle pance dei cosiddetti “muli”. Uno di questi è Inés, una bella ragazza di Cali appena arrivata con l’intestino pieno di ovuli. Sta male, Julio l’aiuta a liberarsi del “carico” e tra i due, sotto lo sguardo geloso della mamma ancora piacente, sembra nascere un’amicizia, un legame di simpatia. Solo che lui fraintende, prova a baciarla e lei lo manda a quel paese prima di riprendere l’aereo.
Scandito perlopiù da musica diegetica, “El Paraíso” pedina i personaggi tra affondi dialettali, scenate familiari e prove di fuga da un destino che sembra scritto. Julio è in tutto e per tutto italiano, tuttavia sente dentro di sé il desiderio di conoscere la Colombia. Prima o poi vedrete che partirà, portando dentro di sé una polvere inattesa, ma non sarà facile l’approdo, una volta arrivato a Cali.
Edoardo Pesce porta su di sé il peso principale di questo film tra malinconico e laconico, dove la pratica criminale resta ai margini della vicenda, benché tutto permei: case, relazioni, amicizie, pranzi, sesso. Ne esce il ritratto di un mondo periferico e illegale, tuttavia scosso da normali angustie e umanissimi desideri. Nel cast Margarita Rosa De Francisco e Maria Del Rosario, colombiane davvero, nei panni della madre e della ragazza. A tratti sembra un film già visto, invece no (producono Matteo Rovere e Andrea Paris).
Michele Anselmi