Al cinema italiano il poker ha il volto di Diego Abatantuono nel celeberrimo “Regalo di Natale” di Pupi Avati. Diventato un cult per gli amanti del bluff e non solo perché, ricorrendo alla cornice del gioco d’azzardo, offre un’analisi socio-economica dell’Italia degli anni Ottanta. Il poker è così il pretesto per affrontare la situazione di molti italiani: per presentare un loro bilancio, composto soprattutto di fallimenti e di perdite. Non da meno la sequenza più comica ed iconica di “Compagni di scuola” di Carlo Verdone quando alcuni ex-compagni del Liceo, nel corso della serata, si riuniscono per un pokerino che finirà per amplificare le divergenze, anche queste di stampo economico, tra amici: tra italiani di fine anni Ottanta.
In “Le seduzioni” è il Deus Ex Machina celato e poi svelato di questa “tragedia dei sentimenti”. Calato come un poker di assi a “catturare” lo spettatore. Tratto dal romanzo “Le seduzioni dell’inverno”, scritto da Lidia Ravera, il film è diretto dal Professore Vito Zagarrio e realizzato in collaborazione con l’Università RomaTre. Per una buona parte potrebbe sembrare una pellicola romantica pensata per celebrare San Valentino. Stefano, il protagonista del film, è un Direttore Editoriale che trascorre le serate in compagnia di una giovane scrittrice, ironicamente appellata “opera prima”, ma a “sedurlo” sarà poi Sophie, una cameriera francese ben più elegante e sofisticata, assunta dall’ex-moglie Sara.
“Sedotto e abbandonato”, il protagonista scoprirà il “bluff amoroso ” innescato dalla sua ex-moglie per recuperare una vincita al poker e vendicarsi dell’algida presenza del marito negli anni del matrimonio. È questo svelamento del bluff a rendere il film più interessante e originale. Cornice spaziale di questa pellicola è però la casa editrice dove il protagonista lavora, con tutte le sue problematiche sul crollo delle vendite dei libri. “Le seduzioni – sottolinea il regista – è una romance ma non di puro genere e con risvolti drammatici; un ritratto di una certa generazione e lo spaccato di una certa società; una riflessione sull’Italia”. Un bel “pokerino” da vedere. Al cinema dal 22 Febbraio.
Alessandra Alfonsi